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Pranzo di Pasqua, si fa in casa per l’85 % degli italiani Società

Firenze – La crisi incrina anche uno dei proverbi più conosciuti del Bel Paese: Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi. Ebbene, non è più così, almeno per quest’anno. Infatti, come informa Coldiretti, la Pasqua 2015 vedrà l’85% degli italiani a sedere insieme alla famiglia nel tavolo di casa, con sul desco i piatti tipici della tradizione, fra cui svetta la carne di agnello.

Invariata, rispetto allo scorso anno, la spesa per imbandire la tavola: circa 60 euro a famiglia, per acquistare agnello, uova e colomba. Il calo di presenze nei ristoranti è dell’11 per cento, mentre sono trecentomila gli ospiti degli agriturismi nel giorno della Santa Pasqua.

 Sei italiani su dieci, continua la Coldiretti , portano in tavola la colomba che si classifica come il dolce preferito a Pasqua e sorpassa il tradizionale uovo di cioccolato al quale comunque non rinuncia la maggioranza degli italiani adulti (51 per cento). Quest’anno è ritornato al fai da te per risparmiare, ma anche – sottolinea la Coldiretti – per rispolverare antiche ricette sapientemente custodite nelle specialità regionali che spesso nascondono piccoli segreti, tramandati di generazione in generazione e che le rendono inimitabili e speciali. Nel 46 per cento delle famiglie quest’anno – precisa la Coldiretti – si sono preparati in casa i dolci tradizionali della Pasqua.

Le festività pasquali rappresentano  l’occasione – sottolinea la Coldiretti – per recuperare i piatti storici della transumanza (in Abruzzo agnello cacio e ova, il molisano agnello sotto il coppo, nel Lazio l’abbacchio alla scottadito) con l’effetto di consentire la sopravvivenza di un mestiere antico ricco di tradizione che consente la salvaguardia di razze in via di estinzione a vantaggio della biodiversità del territorio.

Per essere certi di portare a casa prodotto al 100 per 100 tricolore occorrerà scegliere la carne con la scritta “origine Italia” poiché sta a significare che tutte le fasi, dalla nascita all’allevamento fino alla macellazione, si sono svolte sul territorio nazionale. Una possibilità è quella di rivolgersi direttamente ai pastori ma se tra parenti e amici non c’è più che custodisce e prepara i sapori dell’antica tradizione, una alternativa coerente – conclude la Coldiretti – è anche rappresentata dagli agriturismi della campagna italiana.

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