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Prato, bambini fuori: aspra polemica fra Biffoni e Bugetti Politica

Prato – Polemica a distanza fra il sindaco di Prato Matteo Biffoni e la consigliera regionale Ilaria Bugetti sull’autorizzazione ai genitori di portare i bambini fuori di casa. Biffoni ha così replicato alla richiesta dei genitori che a Prato chiedevano la possibilità di uscire mezz’ora al giorno con i propri figli : “La salute dei vostri figli è una priorità, ci siamo attivati da subito per servizi dedicati ai più piccoli”. Circa le misure di contenimento ed esigenze dei bambini, provenienti dalla consigliera regionale Ilaria Bugetti,ha aggiunto”: “Proposte incommentabili, non ho più la forza di arrabbiarmi” aggiungendo:  “Dispiace vedere che in questa emergenza c’è chi non sa le cose.

A Prato i ragazzi con difficoltà particolari hanno già deroghe.Trovo allucinante che in piena emergenza Coronavirus qualcuno  faccia uscite senza essere informato, altri paragonino i propri bambini a un cane che ovviamente esce per fare i bisogni non sapendo usare il bagno. Certe dichiarazioni le trovo irrispettose per tutta quella grandissima maggioranza di famiglie che hanno a cuore solo una cosa: la salute dei propri figli e dell’intera comunità”.

L’uscita di Biffoni si riferisce alla dichiarazione della Bugetti fatta in mattinata: “I ​ragazzi disabili​, come quelli affetti da disturbi dello spettro autistico, e i ​bambini sono coloro che più risentono in questi giorni dell’isolamento in cui l’emergenza Covid-19 ci ha costretti” , aggiungendo: “Fermo restando l’assoluta priorità da dare al contenimento del contagio, ritengo dunque sia importante prevedere per loro delle regole specifiche che permettano loro e ai loro familiari di vivere questa situazione con il minor disagio possibile. Come ad esempio la ​possibilità di uscire di casa​, con tutte le precauzioni previste, ​almeno mezz’ora al giorno​.

Queste situazioni ​non sono infatti normate dai numerosi decreti governativi per il contenimento del virus, diversamente da quelle che riguardano i padroni di cani e chi fa jogging, per cui ci sono specifiche indicazioni – continua Bugetti – e questo genera confusione​. È un problema di non poco conto, perché il fatto di stare in casa e l’interruzione della routine quotidiana in molti casi di ​disturbo psichico aggrava la patologia, con il rischio di ​mettere a repentaglio la ​tenuta psicologica delle famiglie e dei ragazzi stessi. Rischio che corrono anche i ​bambini, ​che in questi giorni si vedono privati (seppur per un valido motivo) della propria quotidianità, della socialità e degli spazi adeguati per il proprio sviluppo psicofisico (pensiamo ai meno fortunati, che vivono in spazi ridotti). Con il pericolo che questo costituisca per loro ​un trauma ​da portarsi dietro in futuro. Il tutto aggravato dal prolungarsi della situazione per un tempo ancora indeterminato e che purtroppo potrà non essere breve».

Di qui anche l’esigenza di un’ordinanza regionale richiesta all’assessore Stefania Saccardi per la tutela di questi soggetti –  ha fatto sapere la consigliera –, i quali, anche in nome di quei diritti sanciti da diverse carte (come la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e quella sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza), seppur nei limiti di quanto consentito dall’emergenza, ​è nostro dovere salvaguardare​”.

I ragazzi disabili, autistici o con difficoltà legate alla salute già possono uscire allegando all’autocertificazione un’attestazione del medico o della Asl – gli ha risposto Biffoni -. E non c’è bisogno di alcuna ordinanza, a Prato è già previsto da 20 giorni; ho due bambini piccoli e vivo in un appartamento, so cosa significa riuscire a gestire la vivacità dei nostri figli ma è un compito che spetta a noi genitori, non alla legge che invece deve tutelarne la salute. Trovo incommentabile proporre una deroga per uscire a giocare nei giardinetti per migliaia di bambini accompagnati dai genitori (guarda caso…) nel momento in cui gli esperti ci dicono essere il picco dell’epidemia; allora vuol dire che proprio non abbiamo capito. Credo proprio sia meglio avere bambini annoiati che bambini malati di Coronavirus.

Ma davvero un genitore ha bisogno di una ordinanza per affrontare questa emergenza con i propri figli? Ma davvero si pensa che una roba del genere non comporti ricadute di carattere sanitario? Ma cosa ci hanno detto a fare allora tutti gli esperti mondiali di stare a casa? Io sono convinto che basta usare buon senso, giocare sulle scale, davanti al proprio garage, a turni nei giardini condominiali, di fronte a casa. Questo è quello che oggi è possibile, non di più”.

Foto: Ilaria Bugetti

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