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Prato, concerto di beneficenza a favore delle Vincenziane Cronaca, Società

Prato – Per la ricorrenza di San Vincenzo de’ Paoli, il sacerdote francese che nel 1617 nominato parroco a Chatillon-les-Dombes, vicino a Lione, fondò la prima Compagnia della Carità (un gruppo di signore si misero insieme per organizzare l’assistenza alle famiglie povere del paese attraverso la visita personale a domicilio), il Consiglio Provinciale dei Gruppi di Volontariato Vincenziano Pratese, invita tutta la cittadinanza a partecipare a un Concerto per Violino  ed Organo in collaborazione con la Camerata Strumentale città di Prato, eseguito da Daniele Iannacone e Gabriele Giacomelli.

Nella cornice del Santuario di Santa Maria della Pietà venerdì 27 settembre alle ore 21, i due musicisti suoneranno arie, sonate e sarabanda di Veracini, Händel, Bach, Vivaldi, Albinoni, Giazotto e Zipoli.

«Intendiamo con questa iniziativa  – così la presidente provinciale del gruppo volontario vincenziano di Prato Ileana Lanza – onorare la memoria del nostro Santo fondatore San Vincenzo de’ Paoli e al tempo stesso sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della carità verso chi attraversa dei momenti di difficoltà e si sente solo ed abbandonato. Essa ha infatti anche lo scopo di promuovere una raccolta fondi che sarà destinata alle persone che si rivolgono ai nostri 7 centri presenti in città».

Alla domanda quali sono le richieste più urgenti a cui sono chiamate a rispondere le vincenziane pratesi, conosciute in passato come dame di carità, Ileana Lanza risponde: “Molteplici e varie: dall’abbigliamento, al cibo, all’aiuto economico. Per statuto non possiamo elargire denaro, però possiamo pagare le bollette, medicinali, cure mediche laddove documentato. Operiamo in collaborazione con i servizi sociali e il nostro gruppo vincenziano della Pietà ha anch’esso aderito all’Emporio della Solidarietà di Prato.»

Ma chi sono e quanti i poveri che oggi si presentano per chiedere aiuto presso la loro sede? “Se in passato la povertà era una condizione che riguardava gli stranieri – dice Lanza – oggi possiamo affermare che tocca in egual misura anche gli italiani. Ma posso assicurare anche che chiunque si rivolge ai nostri centri al di là del momento difficile che sta vivendo, sente con urgenza il bisogno di essere ascoltato e compreso. E per quanto ci riguarda non facciamo mai mancare nell’atto del donare un sorriso. Esso è terapeutico e di “grande valore”, e può trasformare una situazione o un sentimento negativo e di disperazione ad uno più positivo di speranza e di conforto.»

E infine ricorda quanto detto da San Vincenzo sulla carità: «Essa è il cemento che lega a Dio e le Persone tra loro.»

Foto: Ileana Lanza

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