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Prato, crescita boom delle esecuzioni immobiliari Cronaca

E' Prato, la capitale dei pignoramenti e esecuzioni immobiliari per quanto riguarda il ritmo di crescita dei casi. Il poco lusinghiero record è emerso dai dati pubblicati nei giorni scorsi da Adusbef e Fedrconsumatori, ricavati dal monitoraggio compiuto su 37 dei più importanti tribunali italiani.
A Prato infatti l'impennata dei pignoramenti si assesta attorno al 50,7 punti percentuali, segue Bolzano con un + 44,3%, terza Cagliari con un + 41,1%, quarta Roma, con + 32,6%, quinta Torino con + 31,8%,  sesta Como con + 31,7%,  settima Taranto + 31,4%, ottava Modena + 30,4%,  nona Monza + 27,7%,  decima Lecce + 23,4 per cento. In termini assoluti, la poca ambita "palma" va a Milano: 6.130 pignoramenti stimati nel 2012, + 981. In termini generali, 46mila le famiglie senza casa nel 2012.

L'impennata dei pignoramenti non è che una delle spie d'allarme che lampeggia per quanto riguarda lo stato economico-sociale dell'Italia. Il quadro che emerge dai dati del Censis è impressionante: risulta corrosa infatti la proverbiale capacità di reazione delle famiglie italiane. Andiamo per punti: bilanci delle famiglie, -13,2% dal 2008 a oggi, che significa una vera e propria rivoluzione su abitudini e consumi. A cominciare dall'alimentazione: cade il consumo di carne e pesce, cresce quello di farina, pasta, pane, uova, legumi, verdure e frutta. La spesa diventa sempre più collettiva (gruppi d'acquisto solidale) e a km zero. Secondo punto, ricorso alle riparazioni: più lenta la spesa per prodotti nuovi, spesso si decide di riparare quelli vecchi. Tornano in voga le botteghe dei calzolai, sarti, mercerie, elettricisti, ecc.
Vanno forte riciclo e swap-party, quest'ultimo, di marca anglosassone, incontra il favore anche degli italiani. Si tratta di feste organizzate con amici e conoscenti per scambiare i vestiti che giacciono nell'armadio, un'idea che ha ispirato anche molti locali.
Trasporti, in molti abbandonano l'auto per i rincari del carburante e affollano i mezzi pubblici, spesso indeguati rispetto alla domanda, oppure rispolverano, ove sia possibile, la vecchia bicicletta. Cambio d'abitudini e rinunce: meno viaggi, pochi regali, il Natale quest'anno sarà povero, dal momento che la stima delle associazioni dei consumatori è di una spesa natalizia di 148 euro a famiglia. Senza contare il caso di famiglie costrette a rinunciare al riscaldamento domestico, a causa dei prezzi del gas, casi sempre più in aumento, come segnalano Adusbef e Federconsumatori. E, se si dovesse fare un quadro d'insieme, nel 2012 i consumi sono calati tanto da azzardare una valutazione di fine anno del -5%. Che significherebbe un calo di -35,5 miliardi.

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