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Prato: il diritto di ogni alunno ad avere una scuola su misura Cronaca

Prato – Un’intera giornata a Prato al Museo del  Tessuto per parlare di inclusione scolastica con un convegno regionale “Il volto della scuola inclusiva. Strumenti, buone pratiche, riflessioni e proposte per includere e non escludere.”

Scopo dell’incontro con i maggiori esponenti del settore tra cui il professor emerito dell’Università di Bologna Andrea Canevaro, che parlerà di come riconoscersi in un progetto scolastico inclusivo, è la diversità che si presenta ai nostri occhi ogni giorno, con le situazioni di disabilità  e la sempre maggior presenza di stranieri. In questi contesti particolarmente complessi, la scuola può dare delle risposte, anche attraverso gli insegnanti. Questo perché lo scopo di un modello inclusivo  è quello che ogni singolo elemento per quanto differente,può anzi deve fare parte di ciò che riguarda la quotidiana normalità,anche  se ciò può voler dire vivere una scuola sempre più impegnativa.

Un’iniziativa voluta dall’ufficio scolastico di Prato, in collaborazione con l’ufficio scolastico Regionale con la dottoressa Scoppetta, con  il patrocinio della Regione Toscana, Usl Toscana Centro, Provincia, Comune, Cts, e la Giunti  scuola. Coinvolti l’assessorato alla Pubblica Istruzione,con Mariagrazia Ciambellotti, Maria De Simone, referente per la disabilità dell’Ufficio scolastico Provinciale, la vicepresidente della Provincia di Prato ed insegnante dell’istituto Marconi Paola Tassi, il dirigente scolastico del Gramsci-Keynes Stefano Pollini, gli  insegnanti della stessa scuola e referenti per il sostegno Chiara Aiazzi e Filippo Masi ed Elisabetta Faggi dell’Ufficio scolastico provinciale.

“Grazie a questa collaborazione abbiamo creato una rete tra i vari referenti per il disagio e la disabilità con cui abbiamo un continuo confronto in modo da conoscere le attività che vengono messe in campo per favorire l’inclusione”, ha affermato  Maria De Simone. ”

Un esempio tangibile di buone pratiche e attività inclusive che  racconta l’esperienza fatta in 6 laboratori inclusivi tra musica, teatro e arti grafiche, ispirandosi al racconto dell’Eneide, svolte l’anno scorso è il video ” Il viaggio di Enea”, realizzato da 70 ragazzi del Gramsci-Keynes, tra cui 20 con disagio. Un altro esempio sono i progetti di alternanza scuola  – lavoro portati avanti dall’istituto Marconi: l’anno scorso 15 ragazzi svantaggiati sono stati impegnati nel laboratorio per riparare le biciclette rotte e poi rivenderle. Mentre un gruppo di 14 ragazzi con disabilità dell’Istituto Buzzi hanno fatto uno stage in una grande azienda tessile. Per uno di loro è scattato anche il rinnovo contrattuale. Le loro esperienze saranno raccontate nel pomeriggio negli workshop che prenderanno il via alle 15.

Questo perché è sempre più forte la consapevolezza del diritto di ogni alunno ad avere  una scuola su misura. Personalizzazione dell’apprendimento  e della didattica sono le nuove  vera sfide  della scuola di domani. Ecco spiegata l attenzione ai BES (Bisogni Educativi Speciali) con lo scopo di rimuovere gli ostacoli nei percorsi di apprendimento,attraverso l’osservazione e  la  “lettura” dei segni di disagio, il dialogo con la famiglia e l’offerta di risposte idonee e personalizzate, nell’intento di favorire pienamente l’inclusione di tutti gli alunni e il loro successo formativo. La scuola, infatti, può svolgere un ruolo fondamentale per favorire la salute psichica degi suoi studenti anche grazie a un numero sempre crescente degli insegnanti di sostengo e di progetti educativi, anche se il processo di inclusione  dei disabili non è del tutto compiuto e le istituzioni devono fare di più.

E a questo proposito a chi sostiene che il modello inclusivo scolastico italiano, pur presentando delle criticità possa migliorare,non sono pochi coloro che affermano che è giunto il momento di dare vita a un nuovo modello che fronteggi la sida dell inclusione.

Infatti oggi il disagio psicologico dei ragazzi che frequentano le scuole è molto più ampia della patologia “certificata” e dunque per ottenere quel successo formativo degli studenti occorre innanzitutto una stretta collaborazione da parte degli operatori della scuola con tutti coloro che hanno un rapporto con la scuola, in modo che gli stessi ragazzi  siano in grado di affrontare le nuove sfide di una società che in continua evoluzione, cambia modi di vita e punti di riferimento.

 

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