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Prato: il ferimento di Yassine è stata un’aggressione a freddo Cronaca

Prato – Il 3 luglio scorso un altro fatto di cronaca a Prato: tra le strade che delimitano piazza del Duomo e piazzetta Lippi, Fennan Yassine, mentre si recava al centro culturale di via dei Tintori  per la preghiera di mezzanotte, è stato colpito al volto e al collo con una bottiglia rotta da uno sconosciuto che urlava frasi sconnesse e che poi si è allontanato dileguandosi tra le vie limitrofe.

Chiamati i soccorsi il magrebino ferito è stato portato all’Ospedale Santo Stefano in codice giallo con l’autoambulanza e qui gli sono stati applicati diversi punti di sutura ed è stato poi dimesso con una prognosi di quindici giorni. L‘aggressore, arrestato dopo pochi minuti dai carabinieri, non ha fornito spiegazioni agli inquirenti del suo gesto, che però ha scosso la comunità musulmana di Prato.

Chiediamo a Mazigh Abdelmoula Presidente della Associazione Al Maghreb di Prato,cosa pensa di quanto accaduto.

Mazigh: da tanti anni viviamo a Prato e il centro culturale di via dei Tintori è stato un punto di riferimento per noi musulmani dove ci rechiamo per pregare, per parlare di come integrarci nella città in cui lavoriamo, per conoscerci meglio e accogliere chi viene da fuori, ma ultimamente le strade di Prato non sono più tanto sicure soprattutto per noi che le frequentiamo di notte, perché dal tramonto fino a tardi , rivolgiamo a Dio l’ultima preghiera, prima di recarci a casa dalle nostre famiglie.  Ho portato personalmente i miei saluti e auguri di una veloce guarigione a Fennan Yassine, operaio che vive qui da più di dieci anni e sposato con una signora magrebina.

– Lei è arrivato a Prato negli anni novanta. Da allora ad oggi cosa è cambiato in città.

Mazigh: i contatti con gli assessorati pratesi all’immigrazione sono sempre stati negli anni positivi: hanno ascoltato e abbiamo ascoltato nel segno del reciproco
rispetto per una pacifica convivenza; un paio di anni fa siamo riusciti ad ottenere un pezzo di terra a Galciana per seppellire i morti di fede musulmana che ricordo nella maggior parte dei casi sono italiani;collaboriamo con la Questura per denunciare chi non si comporta da bravo cittadino.

– Cosa si augura per Prato?

Per quanto riguarda la comunità musulmana di Prato, il desiderio di continuare a collaborare con le istituzioni locali per il progresso umano e civile che ha fatto di Prato un punto di riferimento in Toscana per le politiche dell’accoglienza e del buon vivere,perché fatti del genere non accadano più.

 

Foto: Mazigh Abdelmoula Presidente della Associazione Al Maghreb di Prato

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