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Prato: il giallo della scomparsa della lunetta affrescata Cronaca

Prato – La demolizione dell’Ospedale Misericordia e Dolce di Prato, deciso dal Comune per creare nell’ormai ex area ospedaliera il parco urbano più grande d’Europa entro la cinta muraria per collegare poi varie piazze e parcheggi a ridosso del centro storico, si tinge di giallo a causa di una celebre lunetta improvvisamente scomparsa.

Era il 1995 quando una lunetta affrescata per la Porta Mercatale realizzata nel laboratorio per affreschi a Vainella dell’illustre pratese Leonetto Tintori vinse un concorso pubblico per poi, di lì a quattro anni, essere trasferita nel nosocomio pratese. Alienata alla ditta appaltatrice dei lavori di demolizione sembra che questa sia andata perduta durante l’abbattimento del vecchio Ospedale.

La questione è stata sollevata da Giuseppe Centauro docente di restauro dell’Università di Firenze che ha sottolineato: “Un fatto gravissimo e di cui si dovrà fare piena luce. Perchè non è possibile che un’opera nata grazie ad un pubblico concorso cittadino e donata poi alla città,scompaia nel nulla. È andata distrutta?  La lunetta che raffigura il dono della cintola e il ritratto del Maestro è stata messa a terra lo scorso ottobre e non si sa se per demolirla o meno. Ma al di là del fatto in sé bisognerebbe accertare se ci sono responsabilità, approfondire cosa è realmente accaduto perché è stato fatto uno scippo alla città e ai pratesi. Un manufatto artistico di grande valore  è probabilmente andato perduto per sempre. Qualcuno ne dovrà rispondere”.

Isabella Lapi Ballerini già Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana si pone alcuni interrogativi: “Quando ho appreso la notizia di ciò che era accaduto alla lunetta del Tintori,  la mia riflessione è stata che, vedendo la foto che la ritrae messa a terra, non è detto che essa sia andata distrutta. Anche perché se l’opera doveva essere demolita che senso avrebbe avuto il posizionarla per terra? Sono fiduciosa che la lunetta possa essere da qualche parte e che essa esca fuori magari in qualche modo con le forme e le maniere opportune. È vero che è stato alienato tutto al demolitore e probabilmente lui  ha acquistato quel diritto di demolire tutto ciò che riguarda infissi e finestre. L’opera potrebbe aver seguito le sorti degli infissi ma allora, proprio perché opera muraria, tanto valeva distruggerla dov’era. Penso piuttosto che si tratti di riannodare una vicenda e non pensare che l’opera sia data per persa.  Ci sono stati casi in passato di opere andate perdute e poi ritrovate. Ad esempio ricordo che nel 1993 la maschera funebre di Lorenzo il Magnifico andò smarrita, ma poi venne fuori all’improvviso. E quello fu un precedente illustre perché si trattava di un calco del volto, anche se da morto, dello statista fiorentino”.

Su questa vicenda l’assessore alla Cultura Simone Mangani  ha dichiarato il proprio disappunto: “Dispiace che l’opera di uno degli allievi di Tintori sia andata perduta nel cantiere ASL della demolizione. Dispiace anche perché Tintori ha lasciato un patrimonio notevole alla collettività, rappresentato dal laboratorio di Vainella e dalla collezione privata gestita direttamente dal Pretorio e di questo Prato e i pratesi gliene saranno grati”.

Foto di Giuseppe Centauro (marzo 1995 durante l’installazione dell’opera con il carro gru)

sotto: Isabella Lapi Ballerini

 

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