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Prato, le lingue come strumento di pace e di inclusione Cronaca

Prato – In occasione dei 110 anni dell’Università Popolare di Prato, si è svolto ieri in città nel Salone Consiliare del Palazzo Comunale, un convegno dal titolo “Le lingue come strumento di pace e di inclusione”. L’evento patrocinato dal Comune di Prato assessorato alla Cultura e Immigrazione, si è aperto con i saluti istituzionali di Gabriele Alberti, presidente del Consiglio Comunale: “Oggi festeggiamo un’istituzione che riguarda la città; l’interconnessione  tra lingue e culture diverse per modelli di conoscenza nuovi. L’obiettivo di questa iniziativa è porre l’attenzione su quest’Ente che da 110 anni fa parte del tessuto della città di Prato, che è una realtà complessa,  in continua evoluzione,ma che sa affrontare i problemi e trova risorse”.

In rappresentanza   dell’Università Popolare sono intervenuti  il presidente Claude Proserpio, che ne ha tracciato brevemente la storia: i fondatori furono nel 1912 Amerigo Bresci, i consiglieri comunali Vignolino Vignolini e Ulisse Chiavaroli,Tullio Buzzi ne fu il primo presidente. Personalità illustri animate dal “sentiment” socialista di allora, che aveva a cuore l’educazione delle masse come mezzo più efficace per il progresso sociale.

“Abbiamo vissuto momenti difficili a causa del Covid che ci hanno impedito la socializzazione, che da sempre è stato un elemento fondante della nostra istituzione, ma ora siamo pronti a nuove sfide per il futuro”, ha detto la vicepresidente Matilde Bresci. È toccato invece  a  Gabriele Altobelli presentare il logo aggiornato  dell’Università Popolare, il cui colore è passato dal  blu al rosso, per rimandare volutamente a quello delle antiche mura di Palazzo Pretorio, antistante il Palazzo Comunale. Un compleanno celebrato in grande stile grazie alla “lectio” del professore Hafez Haidar, accademico emerito, docente, scrittore e traduttore libanese naturalizzato italiano, introdotto da Matteo Burioni del consiglio direttivo dell’Università ed intervistato dal giornalista Piero Ceccatelli.

“Quando sono a Prato che sembra l’Onu per tutte le nazioni che essa ospita – così Haidar – mi rendo conto di quanto la lingua, come dicevano illustri personaggi tra cui Don Milani, sia un mezzo universale di pace e colleganza. Perchè grazie alla lingua che possiamo dialogare,comunicare le nostre conoscenze che mirano ad unire e non dividere i popoli, perché la bellezza della lingua è l’incontro dei mondi. E oggi abbiamo bisogno di parlarci per divenire, grazie alla parola, costruttori di pace appoggiandoci soprattutto sulla cultura, che è rispetto degli altri ed è contro ogni forma di discriminazione”.

Alla domanda del giornalista Ceccatelli se l’Europa dei 27 Paesi che la compongono non avesse fatto abbastanza  per sviluppare una conoscenza linguistica, magari attraverso la diffusione via etere dei telegiornali, Haidar  ha risposto che l’Europa dovrebbe fare di più, “bisognerebbe coinvolgere le popolazioni europee nella conoscenza delle lingue trasmettendo ad esempio i film e documentari  in lingua originale”.

Mentre sul perché l’italiano sia secondo lui la quarta lingua più studiata al mondo, Haidar ha risposto: “L’interesse del mondo per l’Italia nasce innanzitutto per il Rinascimento. L’Italia è un museo a cielo aperto:dal cibo, all’arte, alle scienze, all’artigianato, alla musica. L’uomo italiano è un artista che non sa di esserlo ma crea dal nulla cose straordinarie”. E ha concluso il suo intervento invitando tutti, in special modo i giovani,  a studiare le lingue: in primis  il cinese e  l’inglese, poi l’arabo e il francese, e  ha  terminato leggendo una sua poesia su un bambino dedicandola all’Ucraina e agli altri conflitti  dimenticati  come quelli in Libano, e in Siria.

In chiusura l’intervento dell’assessore alla Cultura e Immigrazione Simone Mangani, che ha sottolineato per la diffusione della lingua il lavoro che svolgono quotidianamente le scuole pratesi che accolgono tantissimi bambini stranieri e che esse rappresentano un modello virtuoso di inclusione da esportare in altre realtà italiane. inoltre sempre sull’importanza del tema linguistico esistono realtà accademiche come il Pin di Prato.

Infine ha ricordato il convegno tenutosi pochi giorni fa a Prato dal titolo Scuola Plurale – Sistemi territoriali ed esperienze didattiche per gli alunni con background migratorio”: organizzato dal Comune di Prato con la Regione Toscana e S.I.C., la cui finalità, ha detto Mangani, -è stata quella di  promuovere un confronto con altri territori all’interno del panorama nazionale; una riflessione su quale possa essere il senso e lo scopo dell’educazione interculturale  e linguistica per tutti i ragazzi e le ragazze di oggi”.

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