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Prato, mercato del lavoro ancora in negativo Economia

Un saldo negativo complessivo fra avviamenti e cessazioni, nonostante un primo semestre positivo. E' questo il dato di fondo discusso questa mattina a palazzo Vestri dalla vice presidente della Provincia Ambra Giorgi con le forze economiche e sociali riguardo al report del mercato del lavoro per l'anno 2011, presentato da Giancarlo Carboncini del Servizio Lavoro della Provincia, Saverio Langianni di Asel e Dario Caserta della Camera di Commercio.
“La ripresa economica che fra 2010 e il primo semestre del 2011 aveva fatto tirare il fiato alle aziende e tracciato un segno positivo anche sul mercato del lavoro non è riuscita a innescare anche una ripresa dell'occupazione stabile – ha detto Ambra Giorgi illustrando i numeri – E' bastato che la congiuntura internazionale tornasse negativa per far letteralmente crollare i saldi fra avviamenti e cessazioni. In questo panorama un dato positivo forse c'è: la breve ripresa economica ha dimostrato che il sistema Prato col vento in poppa di una congiuntura favorevole tiene ancora, ma dovremo fare comunque i conti con la precarizzazione dei contratti. E la riforma del mercato del lavoro adesso è davvero indispensabile”.
Il report, elaborato dall'Osservatorio provinciale e dal servizio Lavoro della Provincia ha messo a confronto dati che documentano cosa è successo per lavoratori e imprese del distretto nell'anno che si è appena chiuso, prendendo in esame i flussi (cioè il movimento dei contratti) e consentendo una visione aggiornata del mercato del lavoro.
LA SITUAZIONE DEL MERCATO – Il saldo negativo dei movimenti di cessazione rispetto a quelli di assunzione dalle aziende pratesi (che possono riguardare anche lavoratori non residenti a Prato) è stato nel 2011 di -1.529. L’anno scorso invece il saldo era positivo, con 3.184 contratti (nel 2009 era stato di +291). I numeri restano col segno negativo sia per quanto riguarda gli uomini, con -1.087, che le donne con -442. E questo nonostante il primo semestre del 2011 fosse andato molto bene, fra gennaio e giugno 2011 il saldo fra avviamenti e cessazioni era di +2.607. Il 2011 quindi appare letteralmente spaccato a metà per quasi tutti i settori, dal tessile ai servizi, dalle costruzioni al commercio. Cominciato con un primo trimestre ottimo il 2011 ha poi rallentato, nel terzo trimestre è arrivata la doccia fredda (con un saldo negativo di 1.144 contratti), che già aveva posto una pesante ipoteca sull’andamento generale dell’annata. Infine è giunto il quarto trimestre, con un saldo negativo di 2.992 unità.
QUALE LAVORO, I CONTRATTI – I contratti avviati nel 2011 sono stati 47.348 per 42.217 persone, quelli cessati 48.877 per 43.960 persone. Dunque il movimento nel mercato del lavoro c'è e regge bene anche la dinamica delle assunzioni, sono i licenziamenti purtroppo che crescono. I contratti di avviamento infatti sono nel complesso in crescita nell’anno rispetto al 2010, grazie anche all’aumento in tutto il 2011 dei contratti a progetto, cresciuti del 30% e dell'interinale (+46%). Nell'ultimo trimestre però diminuisce del 4% il tempo indeterminato, del 2% il tempo determinato propriamente detto e del 15% l’apprendistato. Il dato negativo complessivo deriva dall’aumento impetuoso delle cessazioni di contratti di lavoro, che, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno aumentano del 27%. Questi numeri non hanno effetto sugli ammortizzatori sociali, perchè tali contratti, per la maggioranza, non hanno diritto a tutele e quindi non beneficiano di cig e mobilità. La precarizzazione del mercato del lavoro è un dato evidente, riguardo ai contratti ormai solo il 39% è a tempo indeterminato. Le motivazioni della cessazione sono il licenziamento individuale, la chiusura automatica del tempo determinato, le dimissioni volontarie, il mancato superamento del periodo di prova e altro ancora. Scendono del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno i licenziamenti collettivi.
L'OCCUPAZIONE E L'ETA' – Il saldo negativo complessivo si spalma sulle diverse età in modo diverso. Dal punto di vista delle assunzioni per esempio il 2011 mostra un certo vantaggio per le età mature: nella fascia over 49 anni le assunzioni crescono del 13%, ma il saldo con le cessazioni è pesante anche se comprende i pensionamenti (-967). Da 39 a 49 anni il saldo si ferma a -215 e anche in questa fascia i contratti crescono. Da 29 a 39 anni il saldo si posiziona a -355 e fra i 25 e i 29 invece a -174. Evidente però è il calo del numero delle assunzioni che si concentra nella classe di età più giovane: sotto i 25 anni si stipula solo il 17% dei contratti (con un calo del 8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).
GLI STRANIERI – Il periodo negativo investe anche gli stranieri, seppure in modo minore e con qualche distinguo rispetto alla provenienza. Le assunzioni a lavoratori stranieri riguardano il 36% del totale dei contratti avviati (17.018 contratti di cui 12.393 stipulati da lavoratori cinesi, che rappresentano il 72% degli stranieri in avviamento) e una crescita del 18% rispetto al 2010. Le cessazioni di stranieri riguardano solo il 32% del totale con 15.520 contratti cessati (di cui 8.646 di lavoratori cinesi, che rappresentano il 56% degli stranieri). Nell'ultimo trimestre del 2011 però le cessazioni di contratti stipulati da extracomunitari aumentano del 39% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e addirittura del 46% per i cinesi. Complessivamente gli extracomunitari nel 2011 registrano un saldo negativo di 315 contratti.
SETTORI DEL MERCATO – La composizione del saldo complessivo dipende da 8 settori negativi e da due in positivo. I settori in negativo sono le costruzioni (-472), la maglieria (-147), la metalmeccanica (-54), i servizi alle imprese (-510), il tessile (-574), la pubblica amministrazione (-7), il commercio (-160) e il resto (-721). In positivo rimangono solo l’Abbigliamento (+ 775) e i servizi alla persona (+95). Soprattutto nell'ultimo trimestre sono di più le aziende che licenziano rispetto a quelle che assumono.
LA MOBILITA' – Sono stati inseriti in mobilità 1.831 lavoratori rispetto ai 2.156 del 2010. Il grosso degli inserimenti viene dalle aziende con meno di 15 dipendenti (1.419) e il tessile rimane, con il 31% dei lavoratori, il settore di provenienza principale. Vengono poi servizi, edilizia e commercio. Ci sono anche 103 lavoratori esterni al Centro per l’impiego di Prato, 36 domiciliati in provincia di Firenze, 56 in quella di Pistoia, mentre sono entrati nelle liste della Provincia di Prato 172 lavoratori domiciliati nel nostro territorio ma dipendenti di aziende esterne. Nel 2011 sono usciti dalle liste di mobilità 2.237 lavoratori (nel 2010 erano 2.144), soprattutto per decorrenza dei termini. Ci sono anche 259 assunzioni a tempo indeterminato (erano 238 nel 2010). Gli iscritti nelle liste al 31 dicembre 2011 sono 3.613 (erano 3.864 alla fine del 2010), di cui 1.612 donne e 2.001 uomini.
LA CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA – Nel 2011 sono state avviate da 32 aziende le procedure di cigs, 22 nel tessile, 5 nel metalmeccanico, 3 di altri settori manifatturieri e 2 nelle costruzioni e hanno riguardato 749 lavoratori su 756 dipendenti totali. Nel 2009 le procedure di cigs furono avviate da 38 aziende, delle quali 34 del tessile e coinvolsero 1.369 lavoratori (su 1.440 dipendenti).
LA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA – Si tratta di un ammortizzatore sociale gestito dalla Regione Toscana e rivolto alle aziende con meno di 15 dipendenti o a particolari figure professionali e settori produttivi. Nel 2011 l’incidenza di Prato sui vari indicatori risulta più bassa del 2010 per quanto riguarda il numero delle domande e il numero di lavoratori coinvolti, c’è da considerare tuttavia una nuova tendenza all’aumento negli ultimi trimestri, soprattutto per quanto riguarda i lavoratori coinvolti.
CENTRO PER L'IMPIEGO – Nel 2011 le iscrizioni alla disoccupazione sono state 7.570 (nel 2010 erano 7.419), gli italiani sono il 77%. Per gli stranieri prevalgono i romeni (4%) e gli albanesi (4%), poi marocchini e pakistani. Complessivamente al 31 dicembre 2011 risultavano iscritti nelle classi disoccupati/inoccupati 28.775 lavoratori (nel 2010 erano 28.022), più della metà sono donne. (COM)

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