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Prato ricorda Federico Ozanam, l’intellettuale dei poveri Cultura

Prato – A  Prato  si ricorda ,. Le iniziative sono promosse dalla Società di San Vincenzo de Paoli in collaborazione con la Biblioteca Roncioniana, l’associazione Cesare Guasti, con il patrocino del Comune e della Provincia di Prato.

Scopo degli eventi è quello di far conoscere la figura di questo eminente personaggio che ebbe importanti e fecondi rapporti con molti letterati e studiosi illustri pratesi a metà dell’Ottocento. Un’epoca in cui la città laniera attraversava un rinnovamento culturale, spirituale e sociale che trovò la sua massima espressione in figure come Carlo Livi  combattente nei moti rivoluzionari del 1848, Piero Cironi dedito all’attivismo militante, Giambattista Mazzoni che, carpendo  i segreti delle nuove macchine tessili francesi e inglesi, avviò a Prato una nuova attività imprenditoriale che utilizzava la forza idraulica e poi Giuseppe Mazzoni, Gran Maestro della Massoneria Italiana, Cesare Guasti, erudito amico del Tommaseo e di Gino Capponi, senza contare  i rappresentanti religiosi della città per citarne i più famosi Latucci e Arcangeli, che in quel periodo espressero ben quattro vescovi toscani.

Una comunità  che fece dire ad Ozanam nel 1853, quando incontrò  i confratelli della Prima Conferenza in San Pier Fiorelli, “Prato è una città accogliente che per ora accoglie 7 persone” oggi – ha aggiunto Andrea Gori, il Presidente -“1100 persone per un totale di 4200”. “Federico Ozanam”, prosegue Gori, ha posto le basi della dottrina sociale della Chiesa, una dottrina ripresa dai più Papi e ultimamente anche da Papa Francesco, perché in lui convivevano due anime quella cattolica e quella innovatrice, rinnovatrice e sostenitrice della laicità delle associazioni, pur nel pieno rispetto della Chiesa.

“La mostra” – spiega invece, Enrico Mencattini consigliere della direzione pratese della San Vincenzo – “non nasce per Prato ma è itinerante e ha fatto tappa a Napoli e Mantova, anche se il nostro intento è di collocarla nel momento storico di metà 800, periodo post napoleonico  di grande rinnovamento culturale in cui vive erano le nuove istanze socialiste che si facevano spazio nei movimenti  cattolici ma anche perché Ozanam si fermò in questa città nel 1853”.

L’evento oltre ad aprire una riflessione su questo importante letterato italiano, conosciuto in Europa e nel mondo, intende mostrare anche un bilancio della sua attività al 2015 che indica come, grazie alle risorse raccolte sono state aiutate 1100 famiglia in difficoltà (dati sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente)mentre è aumentato il numero dei minori coinvolti in situazioni di povertà (+63 %) alta la percentuale relativa alla prese a di immigrati in disagio economico (+57%)mentre in aumento (16%) anche i casi dì povertà conseguente a separazioni e divorzi.

 Ma, spiega Gori ,  “un piccolo raggio di sole: la casella persone uscite dallo stato di povertà indica un saldo positivo di 14,un risultato non eclatante ma importante,inoltre la San Vincenzo prosegue la propria collaborazione con le altre realtà associative sul territorio: Antiviolenza donne, Centro d’aiuto alla Vita , Emporio della Solidarietà e Cittadinanza Attiva”.

Sarà possibile visitare la mostra da sabato 16 aprile nel doppio allestimento di Palazzo Buonamici e nello Spazio Valentini, fino al 13 aprile,tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 tranne il lunedì martedì e mercoledì solo il pomeriggio.

 

Foto: da sinistra l’architetto Stefano Guidotti,Enrico Mencattini e Andrea Gori

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