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Nuovo Ponte Manetti, futura porta del Parco della Piana Notizie dalla toscana

Siglato oggi, venerdì 16 marzo (ore 12) a palazzo Buonamici il Protocollo d'intesa per la ricostruzione dello storico Ponte sospeso tra Poggio e Caiano e Prato, costruito su progetto dell'architetto Manetti nel 1833 per Leopoldo II di Lorena, e la realizzazione delle piste ciclabili di connessione fra le Cascine di Tavola e la villa di Poggio a Caiano. Il processo che ha portato alla definizione di una nuova infrastruttura ciclo-pedonale nella sede del Ponte Leopoldo II (o Ponte Manetti) sta per concludersi per lasciare spazio ai lavori veri e propri. Il protocollo, che definisce i rapporti e le azioni coordinate fra Provincia di Prato, i Comuni di Prato e Poggio a Caiano e la Camera di commercio, sarà siglato da Lamberto Gestri, i sindaci Roberto Cenni e Marco Martini, insieme a Carlo Longo.
Il nuovo ponte è un'opera strategica che non solo unisce due comuni, ma che si pone come un'infrastruttura per il futuro del Parco della piana e che apre allo sviluppo e alla fruizione di un'area ampia e significativa dal punto di vista ambientale, storico e culturale. Il Ponte Manetti sarà infatti l'anello di congiunzione non solo fra le piste ciclabili/pedonali fra le Cascine di Tavola e la Villa di Poggio a Caiano, ma anche il collegamento di una mobilità sostenibile che comprende il circuito delle ippovie, quella pratese e quella fiorentina. Insomma una grande opportunità per tutto il territorio che vede coinvolti Provincia di Prato, i Comuni di Prato e di Poggio a Caiano, e la Camera di Commercio.

Le dichiarazioni
“Sarà la porta d'ingresso del Parco della Piana e consentirà la valorizzazione, e il conseguente sviluppo, di un'area importante della provincia che comprende le eccellenze di Poggio, con la villa medicea, e di Prato, con le Cascine di Tavola”, ha detto Lamberto Gestri alla firma del protocollo. E le potenzialità offerte dal collegamento con le Cascine, per le quali il Comune di Prato ha in progetto il recupero della Fattoria, sono state sottolineate da Cenni: “Pensiamo a un parco rinascimentale, che sia anche una vetrina dei prodotti locali e della filiera corta, un luogo frequentato dai pratesi e di attrattiva per l'intera area vasta.”
D'accordo anche Marco Martini che vede nel Ponte Manetti “il recupero di uno spazio che viene restituito alla collettività per essere vissuto e che è simbolo di interconnessione fra due comunità fortemente legate.” Il progetto intorno al ponte Manetti è stato sposato con convinta partecipazione fra tutti i soggetti coinvolti. Longo ha ricordato l'adesione entusiasta della Camera di Commercio a “un progetto che non è solo di rilevanza ambientale e culturale, ma anche foriero di sviluppo economico.”

Le tappe finali del percorso progettuale. Il lungo processo che ha portato alla definizione di questa opera sta per concludersi per lasciare spazio ai lavori veri e propri. Complessivamente la struttura avrà un costo di 1 milione e 200 mila euro per i quali il 60% arriverà dalla Regione Toscana e il restante 40% sarà suddiviso fra Provincia di Prato (150 mila euro), Comune di Prato (150 mila euro), Comune di Poggio a Caiano (60 mila euro) e Camera di Commercio che investirà 150 mila euro. Intanto mentre procede fattivamente la progettazione definitiva, la Provincia si è inserita nel Programma di finanziamento per l’attuazione degli interventi relativi al Parco agricolo della Piana, per l’ammissione al finanziamento regionale che inciderà per 720 mila euro. “Il bando regionale è un'opportunità che la Provincia ha colto al volo per ampliare gli interventi collegabili al nuovo ponte Manetti – ricorda l'assessore provinciale Alessio Beltrame – Fra questi anche il completamento del tratto pedonale/ciclabile che unirà il Bargo con la villa medicea di Poggio.”
Dopo il 30 marzo è prevista la conferma dello stanziamento regionale, dopo questa data si procederà con la messa a bando per l'avvio dei lavori veri e propri.

Il ponte Manetti: la storia. Il ponte Manetti, così indicato per il nome del costruttore, in realtà Ponte Leopoldo II attraversa l’Ombrone fra i territori del Comune di Prato e di Poggio a Caiano. Per la sua ricostruzione è stato indetto un concorso di progettazione che ha avuto un'altissima partecipazione di professionisti provenienti da tutta Italia, e anche dall'estero. Ora il vincitore, l'architetto Giorgio Pasquini di Pistoia e il suo staff, sono coinvolti nella progettazione definitiva. Gli elaborati presentati da Pasquini hanno soddisfatto tutti i criteri individuati dal bando, in particolare l'esigenza di integrare nell'opera gli elementi ancora conservati – il ponte è infatti completamente distrutto a eccezione dei due piloni di pietra che si fronteggiano sulle sponde dell'Ombrone – ma anche la considerazione per il contesto nel quale andrà a inserirsi, un'area ben contraddistinta in senso storico, artistico, naturalistico e paesaggistico e che si pone come elemento di connessione territoriale nell'ambito del Sistema provinciale delle Aree Protette.

Fonte http://europaconcorsi.com

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