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Prato, sequestrata azienda e macchinari Cronaca

Un'azienda di 500 metri quadri a Chiesanuova. Dentro, 37 macchine taglia e cuci a piano terra; al primo piano stanzette prive di qualsiasi requisito igienico-sanitario: il dormitorio. Sottotetto compreso. Tutto è stato sequestrato, immobile e macchine da lavoro, mentre due persone sono state denunciate per sfruttamento di manodopera clandestina. Questo il bilancio dei controlli congiunti di Polizia municipale e Ispettorato del Lavoro, nella fattispecie Direzione Territoriale del Lavoro, Inps e Inail.

"Ennesimo controllo del gruppo interforze coordinato dalla Polizia municipale – dice l'assessore alla Sicurezza Aldo Milonecon ritrovamento di clandestini, lavoratori a nero, che tra l'altro venivano da fuori Prato, e dormitori nei capannoni. Questa grossa risorsa per la nostra comunità non finisce mai di stupirci, purtroppo. Non so se quel giovane cinese, trovato morto stamattina nella zona del macrolotto 2, sia stato ucciso o investito, ma considerata la presenza e l'orario in quella zona, sia ma temo di sì uno dei tanti sfruttati che lavorano di notte. La cosa che stupisce è il silenzio di questa comunità su quanto accaduto e nessuno che si presenti per riconoscere e dare un'identità a quel cadavere".

Molte le persone presenti al momento dell'accesso, tra le quali sei clandestini e due extracomunitari con domanda di emersione come domestici in altre città italiane. Tutti sono stati accompagnati in Questura per le procedure di fotosegnalamento. L'imprenditrice giovanissima di origine cinese e l'effettivo gestore dell'attività sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria per lo sfruttamento della manodopera clandestina mentre gli Ispettori del Lavoro hanno sospeso l'attività imprenditoriale per la presenza della quasi totalità dei lavoranti privi di regolare assunzione.

Nel luogo di lavoro e nella porzione abusivamente allestita per l'uso residenziale non erano state adottate le cautele per la tutela della salute dei lavoratori per la prevenzione incendi nonostante la presenza di oltre 4 mila capi di maglieria in lavorazione e tre bombole di gpl da 15 chilogrammi l'una. Il materiale è stato ritirato dal committente maglificio di Agliana mentre le bombole sono state affidate a ditta specializzata per la messa in sicurezza.

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