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Precari in rivolta, “Scuola nel caos, classi senza docenti, valanghe di ricorsi” Notizie dalla toscana

Firenze – Riposte non esaurienti, per la delegazione sindacale e di docenti che oggi è stata ricevuta agli uffici della Direzione provinicale della scuola in via Mannelli. Come dice Flavio Coppola, Cobas scuola, che è anche candidato nella lista regionale di Tommaso Fattori presidente, “molte cose non dipendono dall’ufficio scolastico provinciale, come ad esempio le modalità di presentazione delle graduatorie. L’ufficio scolastico può intervenire solo su alcuni punti, ma non per esempio su documenti e  “sbagli” inseriti dai candidati direttamente a Roma”. Nessuna risposta invece per quanto riguarda gli Ata, ovvero il personale scolastico, mentre per i nuovi spazi si tratta di lungaggini burocratiche. Qundi, l’ufficio scolastico si riserva alcuni giorni per immettere le persone in ruolo proprio per poter correggere laddove possibile gli errori. Il che tuttavia non rassicura affatto sulla mole di ricorsi che potranno catapultarsi sui docenti. In definitiva, mancano i docenti, manca il personale, mancano gli spazi. Il 26 settembre comunque ci sarà una grande manifestazione a Roma,promossa da Priorità alla Scuola, cui parteciperanno tutti i sindacati, dai Cobas Scuola a Cgil, Cisl, Snals-Comfals, in un grande fronte che, almeno su queste problematiche, si presenta unito.

Del resto, che la scuola abbia problemi da anni è noto. Il problema vero è che quest’anno i problemi endemici del personale, delle nomine, delle cattedre, impatta e rende ancora più grave quello del covid. Edfici scolastici fatiscenti e mancanza di sapzi non sono una novità, come la precarietà del erpsnale docente e il balletto delle assegnazioni che si presenta ogni anno. “Quest’anno ci si aspettava che queste criticità fossero in qualche modo alleggerite – dice Coppola – invece è uguale a sempre”. Del resto, si va in ordine sparso: le disposizioni ministeriali, almeno per quanto riguarda le regole anticovid, ci sono, ma l’applicazine si differenzia secondo gli istituti. alcuni sonno riusciti a rispettarle più o meno completamente, altri solo in parte. E lo sforzo è stato grandissimo per tutti.

Un inizio che non è quello che è stato raccontato. Snocciola numeri, Emanuele Rossi , segretario generale Flc-Cgil : “Siamo a più di 750 posti ancora da assegnare di personale Ata – dice – con tanti problemi che riguardano le famigerate Gps, le nuove graduatorie provinciali per le supllenze, che sono state informatizzate l’anno scorso la cui procedura si sta rivelando molto difficoltosa. noi avevamo chiesto di apportare grossi miglioramenti a queste procedure, ma l’indicaizone della Ministra era quella di partire comunque con l’anno scolastico, con i risultato che nelle classi ci sono zero collegi e colleghe supplenti. Mancano più di duemila supplenti per la provincia di Firenze.

“Le nuove graduatorie informatizzate sono infarcite di errori di tutti i tipi – dice Rossi – questo modo di procedere a marce forzate ha fatto sì che non siano state esaminate ed eventualmente corrette. Inoltre in questi gorni, nella provincia di Firenze, è stata attuata un’ulteriore procedura che aveva a nostro parere necessità di miglioramenti, ma sempre per quasta necessità di non fermare le macchine si è proceduto. questo comporterà ricorsi su ricorsi, contenziosi, e un balletto di supplenti. Tutto ciò doveva essere veramente evitato, in particolare quest’anno”. Tutto ciò, si sottolinea da più parti, non è avvenuto causa covid, ma proviene da intricati anni passati. La Ministra non ha voluto metterci mano, accusano dal sindacato. “Anche quando saranno stati dati gli incarichi, non potremo essere tranquilli, perché solo allora verranno fuori gli erroi su cui abbiamo  cercato di lanciare l’allarme. Quindi, quando verranno fuori, dirante l’anno, ebbene allora i supplenti perderanno il posto e via con nuove convocazioni”.

“Si tratta di problematiche già denunciate a marzo, in particolare per quanto riguarda le assunzioni dei precari – dice Silvana Vacirca, Cobas scuola – perché ci sono 200mila precari docenti  e tantissimi Ata  a livello nazionale. Se il governo avesse accettato le proposte presentate non solo i Cobas ma tutte le altre organizzaizoni sindacali, di assumere i precari dopo tre anni, avrebbero già svuotato parte delle richieste. Invece rinviando tutto a dei concorsi che avranno enormi problemi a fare, dal momento che è difficile fare concorsi per 100, 200mil persone, si ritrovano con il problema intatto e rimandato, mentre accogliendo la proposta dei sindacati lo si poteva perlomeno alleggerire. La proposta è stata fatta a Marzo. Del resto, l’amministrazione centrale ha già tutti i dati concernenenti i docenti precari, compresi chi ha già esercitato tre anni, hanno contezza di tutte le graduatorie, di chi ha già fatto l’abilitazione”.

Fabio Mancini, segretario regionale e provinciale Snals-Comfals, ne è sicuro: “Tutta la furia che si è messa a far partire la scuola farà sì che i giorni di posticipo che avevamo chiesto li perderanno nel dover sistemare tutta una serie di errori e problemi che si sono verificati e che noi puntualmente avevamo segnalato. noi chiedevamo il posticipo di uno-due giorni l’avvio dell’anno scolastico per gestire meglio la situazione. a questo punto, saranno le scuole che dovranno controllare i dati del docente. E se dovesse risultare che c’è qualcosa che non va, chi ha preso una nomina viene destituito e si procede a un’altra nomina. Si va incontro, proprio quest’anno, a un balletto peggiore rispetto agli anni precedenti. Ricorderei che questa procedura veniva adottata quarant’anni fa. ed è stat ainfromatizzata in un periodo in ci i problemai sono al massimo”. Come dire: innovazione informatica su procedura vecchia di 40 anni.

“Abbiamo detto per mesi che i banchi non erano il problema – dice Claudio Gaudio, Cisl Scuola Firenze-Prato – che il problema era il reclutamento delle persone. C’era tutto il tempo di fare in altra maniera, soprattutto stabilizzando quei precari che oggi sono qui, molti dei quali hanno i famosi 36 masi di servizio (tre anni) ma molti altri anche molti più anni, e che il primo settembre sarebbero passati in ruolo e oggi sarebbero stati in classe, invece di essere qui, ad aspettare nomine con un sistema che, tutti gli anni è farraginoso, ma quest’anno lo è ancora di più”.

 

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