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Premio di Letteratura per ragazzi Laura Orvieto Cultura

Si chiude domani, con la premiazione dei vincitori delle due sezioni del premio Laura Orvieto, la serie di eventi dedicati dal Gabinetto Vieusseux e da Giunti per commemorare la grande scrittrice.
“Le valigie di Auschwitz” di Daniela Palombo, edito da Piemme, vince la sezione dedicata alla fascia d’età fra 6 e 11 anni. È un libro dalla scrittura raffinata, che narra la storia di quattro bambini. Carlo, che adorava guardare i treni e decide di usarli come nascondiglio; Hannah, che da quando hanno portato via suo fratello passa le notti a contare le stelle; Émeline, che non vuole la stella gialla cucita sul cappotto; Dawid, in fuga dal ghetto di Varsavia con il suo violino. Le storie di quattro ragazzini che, in un’Europa dilaniata dalle leggi razziali, vivono sulla loro pelle l’orrore della deportazione. Sembra un argomento complesso ed ostico per i piccoli, ma le semplicità e la sicurezza letteraria della scrittrice lo rendono assolutamente adeguato ad affrontare un tema così denso di significati e di cattiveria umana. Il valore letterario, il taglio e l’originalità del testo, emersa dalle motivazioni della  giuria presieduta da Umberto Margiotta dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, mette in evidenza l’anelito al senso di giustizia e di umanità che emerge dalle pagine del racconto su un argomento che di giustizia e umanità ha ben poco.
Con la premiazione de “Il bambino delle ombre” di Giorgio De Vita, pubblicato da Giunti, l’autore ci  accompagna per le vie di Leida nell’estate del 1606. Ci  fa percepire tutti gli stati d’animo del piccolo Brandtje, che poi sfoceranno nella scoperta della sua capacità artistica. Seduto in disparte e annoiato, comincia a dondolare i piedini sfiorando appena il suolo. Sono cerchi, incroci di linee, punti e, alla fine, l'immagine di qualcosa… Il gioco di Brandtje non passa inosservato ad uno zio che gli regala le sue prime matite. Un talento naturale, in una famiglia tra forti affetti e lunghi silenzi. Un gioco di luci e ombre che poi Brandtje trasferirà nelle tele. perchè Questa è la storia di un grande artista. Questa è la storia di Rembrandt. Una scrittura raffinata e pulita, ma con una forte incisività e passione dedicata alla fascia d’età fra 12 e 15 anni.
La serata sarà condotta da Paolo Fallai, vincitore anche lui del premio nel 1996, e vedrà  la partecipazione di Lucia Poli, che leggerà per l’occasione alcuni brani della Orvieto tratti dalle  Storie della Storia delle Mondo e da Leo e Lia. La serata si chiuderà in musica con i ragazzi della band della scuola secondaria di primo grado Machavelli.

Daniela Cresti

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