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Premio Lorenzo Bargellini, vince Santucciu con la lotta per la casa a Cagliari Breaking news, Cultura, Società

Firenze – Oggi, 4 giugno di due anni fa, veniva a mancare Lorenzo Bargellini, leader del Movimento di lotta per la Casa, e oggi, nell’anniversario della sua morte, è stato consegnato, allo Spazio Inkiostro in via degli Alfani a Firenze,  il Premio istituito in suo nome, per la prima volta. A vincere Gavino Santucciu, scelto dal comitato scientifico del premio fra 37 tesi, con un’opera che documenta e analizza vent’anni di lotte e mobilitazioni per il diritto alla casa, a Cagliari. Un’opera che, come dicono i membri dal comitato, si è distinta sia per il carattere innovativo che per rigore di analisi. All’appuntamento anche due dei tre premiati con menzione, vale a dire Diletta Vecchiarelli, che ha svolto una tesi sulle condizioni abitative dei migranti della piana di Gioia Tauro, e Cristina Brosia, con una tesi che parla delle condizioni del “bracciantato” agricolo immigrato nel comune di Saluzzo. Il terzo,  Alessandro Froldi, non poteva essere presente in quanto all’estero.

La giornata è cominciata alle 17,30 circa, con la consegna del premio (una borsa di 1500 euro e una pubblicazione digitale sulla rivista Cambio) e una breve sintesi sia dell’opera vincitrice che di quelle cui è stata attribuita la menzione. Ma è stato soprattutto il dibattito che ne è scaturito, moderto dalla direttrice di Cambio, Angela Perulli, a dare il senso e spiegare la forza di questo Premio. Intanto, nessuna commemorazione, almeno in senso classico. Le immagini di Lorenzo Bargellini che scorrevano sulla parete hanno infatti accompagnato il racconto di quegli anni in cui il movimento è nato e si è affermato, fino al brusco arresto dovuto alla morte di Lorenzo. Una narrazione fatta in prima persona dai protagonisti di quelle lotte, amici di Lorenzo, ideatori e “motori” del premio, Giuseppe Cazzato dei Cobas e Maurizio Lampronti di Archivio Sessantotto, ma anche da una storica figura come Vincenzo Simoni dell’Unione Inquilini, da Corrado Marcetti, da Flavio Coppola, militante del movimento che ha ricostruito gli anni della Pantera, quando dopo un periodo di dispersione si ricominciò a occupare le case, per rispondere a un rinnovato bisogno da parte del popolo da un lato, ma anche a una ritrovata fiducia nella forza dei movimenti dall’altro. Senza contare le storiche occupazioni degli anni ’70, da quelle di via dei Calzaiuoli, a quella di via dei Servi, alle occupazioni del consiglio comunale, una prima e poi una seconda volta negli anni ’90, la lotta contro l’eroina fra la fine degli anni ’70 e gli nni ’80 che stava stroncando vite e lacerando esistenze, condotta con una incrollabile fede nell’impegno sociale, nel risveglio delle coscienze e nella lotta per i diritti.  Un racconto dell’altro ieri eppure già storico, che tuttavia restituisce meglio di tante commemorazioni la figura viva, palpitante e piena di profondo significato di Lorenzo Bargellini, rendendolo in questo modo ancora presente in una città che, come dice Sabrina Tosi Cambini, fra gli organizzatori del premio e membro del comitato scientifico, “è più povera senza di lui”. Del resto, dice Maurizio Lampronti, “Lorenzo è stato, è,  uno degli “imprescindibili” di brechtiana memoria”.

Scevri da tentazioni celebrative  anche i contributi dei fratelli di Lorenzo, Donato e Cosimo, che sottolineano ancora una volta il significato del Premio, teso a incoraggiare e stimolare la ricerca e l’ analisi dei temi che hanno visto attivo “Mao”, per un futuro che sappia dare di nuovo un ruolo popolare alle lotte politiche in nome della giustizia e dell’ equità sociale. E proprio con lo sguardo al futuro, ecco il concretizzarsi, sebbene con vent’anni circa di ritardo, del grande progetto dell’autorecupero, ma anche la capacità di guardare senza timore al rinnovarsi delle militanze, che devono fare i conti con un cambiamento non solo sociale, ma anche etnico degli strati popolari. Una sfida, anche questa, di cui il Movimento è stato antesignano. Ricordiamo che il Premio è nato dalla volontà della famiglia Bargellini, con la Fondazione Giovanni Michelucci, l’Archivio Il Sessantotto, la Rivista Cambio, l’Istituto Ernesto De Martino e i Cobas.

 

Foto: Luca Grillandini

Per saperne di più:

https://www.stamptoscana.it/premio-lorenzo-bargellini-la-prima-volta-e-gia-un-grande-successo/

https://www.stamptoscana.it/inclusione-sociale-e-politiche-dellabitare-nasce-il-premio-lorenzo-bargellini/

https://www.stamptoscana.it/premio-lorenzo-bargellini-appuntamento-il-4-giugno/

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