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Premio Modigliani: i vincitori sono Carbotta, Cecchetti e Usni-Bey Cultura

Firenze – Sono Ludovica Carbotta, Alex Cecchetti e Adelita Husni-Bey i tre vincitori del Premio Modigliani 2019, promosso dal Comune di Livorno con la direzione scientifica Centro per l’arte contemporanea Pecci di Prato e realizzato grazie al sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo e con il patrocinio della Regione Toscana.

Il Premio Modigliani è stato riattivato dopo 52 anni con gli obiettivi di valorizzare la ricerca artistica contemporanea favorendo le nuove generazioni, incrementare la collezione d’arte della città di Livorno, aprire le porte agli artisti europei e mediterranei seguendo l’evoluzione del concetto di Europa e la vocazione naturale di Livorno, che deve la sua storia di convivenza, accoglienza e sviluppo proprio alle interrelazioni tra Europa e Mediterraneo.

Una rosa di cinque selezionatori, composta da Lucrezia Calabrò Visconti, Attilia Fattori Franchini, Giulia Ferracci, Pietro Gaglianò e Matteo Lucchetti, coordinati dal Centro per l’arte contemporanea Pecci, hanno indicato due artisti ciascuno per il Premio Modigliani 2019.

Ognuno dei dieci artisti ha proposto due lavori esistenti o in progetto a propria discrezione, formando un corpus totale di venti opere, che sono state analizzate da una giuria di alto profilo.

Per l’edizione 2019 la giuria, composta da Cristiana Perrella, direttrice del Centro per l’arte contemporanea Pecci, Alessandra Poggianti curatrice indipendente, Ludovico Pratesi curatore e critico d’arte, Paola Tognon curatrice indipendente ex direttrice del Museo della Città di Livorno ed Andrea Viliani direttore della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee del museo Madre, ha individuato tre premi acquisto di 15 mila euro ciascuno per Ludovica Carbotta, Monowe (The residence the lodge the shelter, 2019) e Alex Cecchetti (Coreografia per nudi che nascondon, 2012), entrambi nominati da Giulia Ferracci, ed Adelita Husni-Bey (Story of the Heavens and Our Planet, 2008-09) nominata da Matteo Lucchetti.

Le opere verranno esposte in una mostra collettiva organizzata a Livorno all’interno di un programma di iniziative che, nel segno di questa personalità eccezionale ed unica nel quadro dell’arte moderna, quale fu Amedeo Modigliani, aprano la città a percorsi che guardino al futuro ed all’incedere della modernità. Inoltre andranno ad arricchire il prestigioso nucleo della collezione d’arte della città di Livorno.
Oltre alle tre opere vincitrici, la giuria ha espresso una menzione speciale per l’opera Les papillons de résistancedi Claudia Passeri (Lussemburgo, 1977) per le connessioni rispetto a una nuova narrazione della memoria storica e politica italiana in generale, e della città di Livorno in particolare. La performance, che propone un forte coinvolgimento del pubblico, attualizza perfettamente le volontà di stimolare l’affezione dei cittadini rispetto al Premio Modigliani.

Soddisfazione per la ripresa del Premio, che fu attivo a Livorno dal 1955 al 1967, è stata espressa dalla vicepresidente ed assessore alla Cultura della Regione Toscana, Monica Barni, che ha dichiarato:”Oggi questo evento ci consente di valorizzare ulteriormente l’arte del nostro tempo con un occhio di riguardo ai giovani artisti non solo italiani, ma anche europei e mediterranei perché la condivisione e il dialogo in campo culturale può aprire la strada a nuo vi rapporti fra gli Stati basati sugli scambi e sull’accoglienza e non sui muri”.

L’assessore alla Cultura del Comune di Livorno, Simone Lenzi, ha aggiunto: “Questa nuova edizione del Premio Modigliani viene ad iscriversi nel progetto più ampio di ricongiungimento ideale della città con il suo figlio più illustre e celebrato, Amedeo Modigliani. Nella certezza che ogni celebrazione del passato, se non viene declinata in una fattiva attualizzazione dei motivi stessi che la ispirano, è destinata a una nostalgica passività, si è ritenuto dunque indispensabile accompagnare la città verso un centenario così importante proprio passando dalla riproposizione di quello che, per Livorno, fu momento di grande apertura alla vitalità artistica del contemporaneo”

Foto: Adelita Husni-Bey (Photo credit Francesca Izzi)

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