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Premio Omcom 2021 a Gloria Peritore e Rosy Battaglia Breaking news, Cronaca

Firenze – Ultima sessione estiva ieri, 16 settembre, per il premio Omcom 2021. L’Omcom è l’Osservatorio Mediterraneo Criminalità Organizzata e Mafia creato nel 2013 dalla Fondazione Caponnetto insieme alla Fondazione Mediterraneo e che redige i report sulle infiltrazioni criminali. Il premio Omcom esiste da alcuni anni, e viene assegnato a chi combatte in modo ampio in difesa della legalità e della giustizia sociale. Il premio, “inizialmente noto come premio Sbitto e premio Scomodo”, come ricordano gli organizzatori, ha assunto via via rilevanza nel riconoscimento dell’impegno e della determinazione di coloro che si battono per restituire alla società quei valori incentrati sulla legalità e l’onestà, che il prevalere del sistema della criminalità organizzata affossa e teme.

La cerimonia della consegna del premio si è tenuta alle 18.30 presso il giardino Antonino Caponnetto a Firenze, in lungarno del Tempio, al chiosco Kabana. Un palcoscenico al femminile, quello dei premiati dell’ultima sessione, che ha visto l’attribuzione del premio alla campionessa mondiale di kick boxing Gloria Peritore col progetto “The Shadow Project”, fondatrice dell’associazione accompagnata da Manuele Raini e Giada Scoccimarro; la giornalista ambientale Rosy Battaglia per le sue inchieste. Ha partecipato una delegazione del centro Qwan Ki Do.

Nella sessione del 5 settembre scorso, alla presenza di Giuseppe Antoci, Presidente ad honorem della Fondazione Antonino Caponnetto e del Presidente della regione Toscana Eugenio Giani, erano stati premiati  Alessio Ribaudo, Cecilia Sandroni, Gianni Scarpace per l’informazione, Walter Ganapini per l’ambiente e Gerardo Mastrodomenico per la legalità.
Brutta sorpresa al termine della sessione di ieri, 16 settembre, per i partecipanti, dal  momento che la targa titolata ad Antonio Caponnetto è stata trovata imbrattata. “È probabilmente un segnale diretto alla Fondazione Antonino Caponnetto che da tempo si batte contro lo spaccio di droga e le gang in loco”, è il commento del presidente della Fondazione, Salvatore Calleri.
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