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Premio per la Pace domenica a Palazzo Vecchio Cultura

Domenica prossima, 4 dicembre, il Salone dei 500 si colmerà di pace. La VI edizione del Premio "Firenze per le Culture di Pace" intitolato a Tiziano Terzani ha voluto, anche attraverso le scelte di quest’anno, ribadire la necessità che la pace sia un’azione, una concreta attività, un segno efficace lasciato a germinare rigogliosi polloni proprio là dove la ragione direbbe che il terreno è ormai sterile e i semi sono spenti.
Una richiesta di concretezza che si riflette in tutte le scelte delle tre sezioni del premio, inediti, editi, “Una vita per la pace” e Progetto per la pace.
Un dato, quello dell’azione concreta alla base delle opere di narrativa, voluto dalla presidente  Angela Staude Terzani, e fortemente condivisa da tutta la giuria, composta da Marco Marchi, Maria Carla Bonafè, Bianca Maria Bruscagli, Maurizio Novigno, Lucia Paoli, Paola Pelli, Mario Primicerio, Marco Romoli, Luisa Rupi Paci.

I sette vincitori per la sezione inediti che verranno pubblicati nel volume Racconti per la pace stampato grazie al contributo della Regione Toscana, sono Rita Cerri, Italia- Afghanistan. Così lontani … così vicini, Empoli;  Marcello Compareti, L’agricoltura contadina per una coltura della pace, Viterbo; Tiziana Cremesini, Io scelgo di non uccidere, Treviso; Stefano De Martin, Voglio piangere tutte le lacrime del mondo, San Casciano Val di Pesa (Firenze); Antonio Giordano,Nonno Antonio, Palermo; Riccardo Michelucci, Non voleva salvare il mondo, ma solo le persone.Storia di Marla Ruzicka(1976-2005), Firenze; Maria Donata Rinaldi, Giorni di guerra e di pace. Tanzania, al confine con Ruanda ed il Burundi, 1996-1998, Rignano sull’Arno (Firenze).

Per la sezione editi la commissione ha votato all’unanimità il libro-reportage ”Gaza – Restiamo umani”, edito da Manifestolibri, che raccoglie gli scritti di Vittorio Arrigoni, il giovane giornalista morto a Gaza nell’aprile di quest’anno, che ha dedicato la sua vita a testimoniare gli orrori della guerra per riaffermare i diritti dell’uomo e la necessità di lavorare per l’affermazione dei metodi della non violenza.
Nel suo libro, scritto a Gaza dove era presente durante l’operazione “Piombo fuso” condotta dall’esercito israeliano nella striscia di Gaza, l’autore testimonia una violenza inaccettabile che ha coinvolto spietatamente donne, vecchi e bambini, con oltre un migliaio di vittime civili, migliaia di feriti, distruzioni di case, scuole e ospedali. Arrigoni, a Gaza, lavorava sulle ambulanze per raccogliere e trasportare feriti negli ospedali. Il premio consiste nell’acquisto di duecento copie del libro che saranno diffuse nelle biblioteche e nelle scuole. Alla cerimonia parteciperà Egidia Beretta Arrigoni, madre del giornalista.

Il premio “Una vita per la pace” è stato all’unanimità assegnato dalla giuria, che per questa sezione è allargata a rappresentanti della Regione, della Provincia e del Comune, ad Alberto L’Abate, che vive a Firenze insieme alla moglie, preziosa compagna di vita e di battaglie civili. L’Abate da molti anni è un convinto sostenitore dei diritti umani e dei metodi della non violenza, a partire dalla collaborazione con Aldo Capitini e Danilo Dolci in Sicilia nelle dure lotte al fianco dei lavoratori per una maggiore giustizia sociale negli anni del dopoguerra.
Ha lavorato alla costituzione dei corpi internazionali di pace e come docente universitario alla creazione, a Firenze, dei corsi per operatori di pace. E’ stato testimone nei recenti conflitti in Irak e nella ex Yugoslavia. La sua attività è documentata in numerose pubblicazioni e riconoscimenti in Italia e all’Estero.

Per la sezione “Un progetto di pace” il premio è stato assegnato a Lisa Clark e Emanuele Giordana che hanno creato il progetto “Afgana”, un network, rete informale composta da vari gruppi associazioni, ong, cittadini, che mira alla ricostruzione della società civile afgana, condizione necessaria per portare pace in quelle terre e per quelle popolazioni martoriate da decenni di sanguinosi conflitti. Nel corso della cerimonia l’attrice Cecilia Gallia leggerà alcuni brani dei testi vincitori, mentre il termine dell’evento sarà segnato da un brindisi.

Il premio è stato istituito e promosso dall’associazione “Un Tempio per la Pace” con il patrocinio e il contributo della Regione Toscana, della Provincia di Firenze e del Comune di Firenze. “Un' opportunità – ha detto la presidente della commissione Pace Susanna Agostini- che rivitalizza l’impegno di Firenze per la pace e le azioni di pace che camminano sulle gambe degli uomini e delle istituzioni. La pace non nasce da sola ma va costruita”. Alla presentazione del Premio, che si è tenuta questa mattina a Palazzo Vecchio, erano presenti il presidente dell’associazione un Tempio per la Pace Marco Romoli, il coordinatore scientifico Marco Marchi e il consigliere provinciale Stefano Fusi.
 

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