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Presepe fuori dal gregge: mostra di Bertellotti a Pietrasanta Notizie dalla toscana

Pietrasanta – Manca ormai poco alla chiusura della mostra ”Non la solita zuppa! Un presepe fuori dal gregge”, di Michele BertellottiPietrasanta. La città dei più importanti artisti contemporanei e centro internazionale della lavorazione artistica del marmo e del bronzo, che da qualche tempo offre spazio anche all’arte meno consueta, diciamo originale e ironica, come quella del maestro Bertellotti.

Dopo Save the Green, una istallazione che è stata un inno alla attenzione per l’ambiente e la cura di esso in ogni forma, ecco che per il periodo di Natale, l’artista eclettico e fantasioso, ha ideato un presepe diverso, “ fuori dal gregge”.

Sì, perché ogni quadro, rappresenta molti aspetti della vita e della morale, è denso di sottile ironia e giochi di parole tali da far  fermare a riflettere. Un esempio tra tutti: il classico ‘quadro’ della natività viene stravolto dall’arrivo di Donald Trump, Silvio Berlusconi, dal dittatore koreano Kim Jong-un, Salvini, Di Maio, Troisi e tanti altri protagonisti della nostra recente storia.

Inoltre, proprio per condurre lo spettatore a fermarsi e pensare, ecco l’idea dei “due bambinelli” diversi: uno nero ed uno bianco. Cosa che ha portato qualche piccola polemica, subito rientrata, perché secondo qualcuno il mostrare un piccolo Gesù nero era provocatorio e non consono al presepe tradizionale. Al contrario, l’artista ha subito dichiarato l’intenzione di portare tutti ad un pensiero di pace e fratellanza tra popoli, e ad una Cristianità che non “dovrebbe” porre differenze.

Una sede molto suggestiva, quella delle Grasce messa a disposizione dal Comune di Pietrasanta, ha ben custodito le diverse istallazioni che attraverso una lettura anti-convenzionale, o “fuori dal gregge” come l’ha definita l’imprevedibile Bertellotti, ha portato centinaia di persone, turisti da ogni parte, ad ammirare questo presepe inusuale e diverso che vuole semplicemente essere uno strumento di divertimento e ironia, nonché di profonda riflessione.

E’ una sorta di via Crucis in 16 stazioni-scene:si parte dai Mezzi di Comunicazione, per arrivare, tappa dopo tappa guidati da Bertellotti, ai Bassi, al Medioevo, al traffico di organi, alle partite truccate, fino al peso di una scelta ed alla natività. Anzi, due. Come abbiamo già detto. In finale, all’uscita, i barattoli ripresi dalla famosa zuppa Campbell’s, che contengono vero pomodoro ma anche ogni elemento o personaggio della mostra, per cui l’artista consiglia di “non aprire per non sciupare l’opera”. Quindi : “Non la solita zuppa!”

Il 6 gennaio la mostra chiuderà, in attesa dei prossimi progetti che l’artista e maestro toscano, ha già in mente. È la sua mente è vulcanica, quindi c’è da aspettarsi di tutto. Su cosa verterà la prossima idea artistica? Lo vedremo presto.

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