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Presidenza Legacoop Toscana, Bassi lascia, arriva Negrini Economia

Firenze – E’ stato inevitabile, lo scandalo di “Mafia Capitale” non è potuta restare fuori dalla porta, nel giorno in cui si è registrato “l’addio” di Stefano Bassi alla presidenza di Legacoop in favore di Roberto Negrini, che da domani si avvicenderà al suo posto. E così, fra considerazioni generali e richieste alla Regione, anche una decisa riaffermazione dei valori della realtà delle cooperative e della necessità assoluta di recidere qualsiasi legame con zone di dubbio, di sospetto, di intreccio fra interessi e malaffare. Stefano Bassi è stato eletto nel 2009 e ha guidato la Legacoop Toscana in veste di presidente dal 2009. Roberto Negrini è l’attuale vicepresidente e presidente delle cooperative agricole.

Legacoop Toscana si presenta come un protagonista forte sia a livello economico che sociale. Rappresenta quasi tre milioni di soci consumatori, e con 47mila occupati, 900 imprese e 9 miliardi di fatturato all’anno, è un soggetto di quelli che nel tessuto produttivo toscano sono senza dubbio “forti”. E proprio per questo la “linea” di Legacoop Toscana è una linea significativa anche per tanti altri soggetti economici. Del resto, oltre a tirare le fila del lavoro svolto in questi cinque anni, Bassi, ha parlato delle sfide del futuro. Su una in particolare si è soffermato ed è quella della necessità di aumentare le dimensioni delle imprese, magari attraverso aggregazioni delle singole realtà per acquistare quelle caratteristiche di forza e tenuta indispensabili per continuare a resistere (e magari contrattaccare) in un periodo in preda a una crisi infinita.

Infine, tornando al tema dell’inchiesta romana, i punti su cui fondare una vigorosa reazione, sono, secondo Bassi, in buona sostanza, trasparenza e assoluto rispetto delle regole, sorvegliando che questo avvenga. Perché, in conclusione, le regole ci sono già: vanno rispettate. Ed è questo che fa la differenza. Il rischio? “Mettere a repentaglio un patrimonio di valori condivisi come solidarietà e mutualità”.

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