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Presidio ai cancelli di Giga Grandi Cucine a Scandicci Notizie dalla toscana

Scandicci – Presidio ai cancelli di Giga Grandi Cucine per i 47 lavoratori  “per tenere alta l’attenzione su questa vicenda ad una settimana dal 2 febbraio”, data fissata per la firma dell’intesa la cui bozza prevede tra l’altro la cassa per cessazione, una dote per la reindustrializzazione, per i pensionamenti e per la formazione dei dipendenti. E’ di queste ore la notizia delle dimissioni della liquidatrice che ha partecipato per la proprietà Middleby Corporation e alla trattativa.

Al presidio dei lavoratori erano presenti il Sindaco Sandro Fallani, Valerio Fabiani, consigliere per lavoro e crisi aziendali del presidente della Regione Eugenio Giani, l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Scandicci Andrea Franceschi, Yuri Campofiloni di Fiom Cgil. “In 72 ore di trattative è stata raggiunta un’intesa che va soltanto sottoscritta”, è la posizione unitaria di istituzioni e sindacati.

“Ci siamo lasciati all’inizio di gennaio a un passo dall’accordo, con l’intesa sulla parte economica, sulla durata, sulla cassa per cessazione, di fatto con un accordo su tutto – dice l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Scandicci Andrea Franceschi – ci siamo fermati per gli ultimi dettagli, da lì si riparte, ora ci vediamo il 2 febbraio, l’8 poi ci sarà la cessazione dell’attività; noi puntiamo a finalizzare in maniera corretta e positiva per i lavoratori, per l’azienda e per la reindustrializzazione di un sito produttivo che è fondamentale per la nostra città, quello che ci siamo detti nel corso di questi mesi quando abbiamo fatto una trattativa di oltre 70 ore; nell’accordo si punta ad avere la cassa per cessazione, una dote per la reindustrializzazione, per i pensionamenti e per la riformazione dei dipendenti. Di fatto grazie all’impegno di istituzioni e sindacati sono già state fatte cinque manifestazioni d’interesse per questa azienda, l’accordo punta a fare in modo che ci sia questa possibilità”.

Yuri Campofiloni, Fiom Cgil: “Oggi abbiamo dichiarato due ore di sciopero con presidio per ribadire che indipendentemente dalla composizione della controparte, quindi indipendentemente che ci sia o non ci sia un cambio del liquidatore, noi dopo 72 ore di trattativa e 110 giorni di procedura cominciata il 5 ottobre 2021, abbiamo raggiunto un’intesa che va solamente sottoscritta”.

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