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Presidio autoferrotranvieri: “Peggiorano condizioni di lavoro e servizio agli utenti” Cronaca

Firenze –  Un nutrito presidio di autoferrotanvieri si è dato appuntamento stamattina davanti alla sede del consiglio regionale in via Cavour a Firenze, a partire dalle 11. L’iniziativa è stata organizzata dal Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 marzo 2015.

Fra i motivi dell’iniziativa, come spiegano gli stessi autisti, “il nuovo contratto collettivo nazionale Autoferro al ribasso, il percorso di privatizzazione Fs, il rischio di precariato, l’impoverimento salariale, la inadeguatezza dei mezzi, le mancanze di personale, il clima repressivo”. Tutti elementi che “necessitano la massima mobilitazione di tutti i lavoratori del settore”.

Non solo: infatti secondo i lavoratori, “l’aumento delle tariffe, il taglio delle corse e la insufficiente qualità dei servizi, deve spingere anche gli utenti a sostenere la battaglia contro privatizzazioni e speculazioni e che stanno distruggendo il settore”.

Fra le varie rappresentanze, quella dei lavoratori dell’Ataf ha messo in campo in particolare la “prova concreta” delle politiche della privatizzazione dei trasporti; vale a dire, “l’evidente peggioramento delle condizioni di lavoro per gli addetti e del servizio offerto alla cittadinanza”. Riguardo quest’ultimo punto, i lavoratori hanno sottolineato le “migliaia e migliaia di corse non effettuate al mese per carenza di personale e di manutenzione dei mezzi”. Non solo, continuano i lavoratori, ma si va avanti sullo stesso registro: “In Toscana si va verso la completa privatizzazione di tutto il servizio di trasporto su gomma tramite la gara regionale”.

Proprio sul punto che riguarda la gara, i lavoratori mettono in luce “gli aspetti drammatici per tagli al servizio e al personale, che in questi mesi sta arrivando quasi al comico, visto che ancora non sappiamo chi ha vinto; in caso di aggiudicazione definitiva, si prospetta una lunga stagione di ricorsi (Tar, Tribunale Europeo), che di fatto terrà nell’immobilismo tutto il settore con le solite ricadute su chi nel trasporto ci lavoro e chi lo usa”.

2presStessa analisi anche per quanto riguarda la situazione di CTT Nord, l’azienda che si è formata con l’accorpamento di diverse aziende di TPL dell’area Nord della Toscana. Un’operazione che secondo quanto spiegato dai rappresentanti dei lavoratori ha visto “perdite dei diritti e decurtazioni del salario, a fronte di un parco mezzi a tutt’oggi vetusto, mentre le aspettative degli utenti sono regolarmente disattese”. Senza contare che anche per questi lavoratori “l’incertezza che continua ad avvolgere la nuova gara di assegnazione costituisce un dubbio inaccettabile per il proprio futuro”. Inoltre, col nuovo Ccnl aumentano “i già gravosi ritmi di lavoro con incrementi stipendiali vergognosamente irrisori, dopo 12 anni di vacanza contrattuale”.

Ma c’è anche un altro settore di lavoratori che non ride certo all’avanzare delle nuove regole, e sono i ferrovieri del Trasporto Regionale Toscano. Il timore per questi lavoratori è che il processo in itinere che porterà anche la Toscana verso la gara di privatizzazione, costerà loro, come è già successo in altre regioni come la Lombardia, “un cambio di contratto pesantemente al ribasso”.

3presTutto ciò, ribadiscono i Cobas, si innesca su un terreno che ha già subito un inasprimento molto pesante dei ritmi di lavoro “dopo quattro Ccnl consecutivi al ribasso, l’introduzione del macchinista unico, del modulo di scorta ad un solo Pdb, del clima repressivo a pioggia e di una ingiusta riforma pensionistica che ha stralciato il personale di Bordo e di Macchina FS dalle lavorazioni usuranti, costringendo questi lavoratori a 9 anni di lavoro aggiuntivo, oltre l’aspettativa media di vita di tali categorie”.

Infine, concludono i lavoratori, “se tutto questo fosse andato nel senso di un miglioramento delle condizioni di viaggio per gli utenti, avrebbe potuto almeno avere una qualche giustificazione”. Invece no, il peggioramento ha investito allo stesso modo condizioni di lavoro e utenti del servizio: basti pensare “al sovraffollamento dei mezzi, ai ritardi, alla inefficienza degli impianti”.

Ed ecco le sigle che hanno organizzato la mobilitazione: Cobas Lavoro Privato, CUB Trasporti, Slai-Cobas Tpl, ADL Cobas Trasporti,  Cambia-Menti M410, Orsa TPL Genova, USB Tpl Genova, Comitato Lavoratori Navigazione ACTV.

 

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