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Presidio davanti alla Regione in difesa della Rai Cronaca

 I Lavoratori e le Rappresentanze Sindacali della Sede Rai di Firenze, in occasione dello sciopero generale nazionale in difesa del servizio pubblico hanno tenuto un presidio sulla grave crisi dell’Azienda. “Il rischio è di arrivare in poco tempo alla chiusura del servizio pubblico- esordisce Giancarlo – e di un’azienda che ha fatto la storia della cultura italiana”. Una delegazione di sindacati e dipendenti Rai è stata accolta da un rappresentante del consiglio Regionale esponendo così, le ragioni di questo sciopero. “La delibera prevede la svendita degli impianti trasmittenti (le torri del Digitale Terrestre) delle riprese esterne, la cessione di programmi ad aziende esterne come Rai Way, Rai Corporation, Rai Med che identifica una chiara strategia di rinuncia all’investimento sul mercato”. Il personale coinvolto, secondo questa delibera, sarebbe reintrodotto all’interno dell’azienda pubblica creando così il rischio di un aumento di personale in una situazione di crisi che non prevede il rinnovo del contratto nazionale di lavoro mettendo, di fatto, in pericolo il posto anche per i lavoratori precari. “Se è vero che questo problema è più di carattere nazionale ha forti ripercussioni anche sul piano regionale e locale – prosegue Giancarlo, sindacalista CGIL – con il taglio previsto del 70% delle riprese pesanti (esterne) il rischio è perdere quella qualità che la Rai fino ad esso ha dimostrato sul territorio con notizie di approfondimento e culturali, diventando, di fatto, delle scatole vuote. Le regioni devono avere interesse nel risolvere la crisi in cui versa la Rai. Dal punto di vista industriale, ogni qual volta c’è una produzione, cioè un esterno (produttore), si tenta di infiltrarsi per bypassare la produzione interna e parliamo di seicento dipendenti, con la Rai è complice di questo. Ultimamente anche per il programma di Fiorello l’audio doveva essere concesso alla produzione esterna, ci sono stati scioperi e assemblee e alla fine lo abbiamo fatto internamente”. Sulle riprese esterne vi è una vera e propria corsa all’oro da parte di aziende esterne che concorrono sugli appalti della Rai consenziente. Sono necessarie,quindi, delle regole più severe. “La sede Rai toscana è una realtà- continua, la delegazione dei sindacati- molto importante, la Toscana non può non avere un servizio pubblico, un presidio a livello regionale, che copra la grande mole di eventi, per questo la Rai non può basarsi sulla concessione degli appalti, il rischio, é di far divenire la Rai, un contenitore vuoto gestito dagli esterni. E’ necessario che a livello regionale la politica sia interessata alla questione. A livello nazionale, il consiglio d’amministrazione, sta dando l’impressione di non saper che pesci prendere e sta adottando una linea imprenditoriale sbagliata come per esempio vendere Rai Way, un programma creato con i soldi del canone che sta dando i suoi frutti”. Dalla delegazione emergono parole di disagio nei confronti della Rai in quanto, vedono delinearsi una strategia poco chiara che acquista sempre di più i toni dello smantellamento del servizio pubblico. Mentre Mediaset, la principale azienda concorrente, ha riacquistato gli impianti di produzione, la Rai svende quello che sono le principali trasmissioni garanti del pluralismo d’informazione e quindi di democrazia. A conclusione del dialogo con i sindacalisti della Rai ha preso la parola i Consigliere Regionale Nicola Danti (PD): “Pubblicheremo un comunicato stampa per provare a farci sentire, anche se devo ammettere che questo serio problema dovrebbe essere affrontato dalla politica nazionale. Nel nostro piccolo promettiamo di accendere una spia d’emergenza per farci ascoltare”.

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