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Preso il professionista del furto in palestra Sport

E' finito l'incubo dei furti che si stavano verificando ultimamente in alcune palestre. Sono stati gli agenti della questura di Firenze a scoprire, come viene riportato in un comuncato,  che il ladro portava a compimento i suoi colpi mediante una tecnica ingegnosa quanto collaudata: forzava con grande abilità i lucchetti degli armadietti senza danneggiarli, sottraeva carte di credito e valori da borse e borsoni, riponeva tutto in perfetto ordine, sostituiva i lucchetti eventualmente rotti durante le manovre di scasso, assicurandosi con ciò il tempo necessario per poter lasciare il luogo del delitto senza dare nell’occhio ed effettuare acquisti con le carte di credito rubate all’insaputa dei legittimi proprietari.
Ecco quanto accaduto ieri a Firenze: nel pomeriggio al 113 arriva una segnalazione di furto; la parte lesa, cliente di una palestra in zona Marignolle, si avvede dell’ammanco un’ingente somma di denaro (3000 euro), riferendo agli agenti intervenuti di aver notato, prima dell’allenamento, un uomo muscoloso ed abbronzato che lo aveva attentamente osservato mentre riponeva i suoi effetti personali nell’armadietto.
Successivamente, anche con l’ausilio dei dipendenti della palestra, i poliziotti tracciano l’identikit del “sospettato”, apprendendo che lo stesso aveva lasciato il centro sportivo a bordo di un taxi.
Contemporaneamente viene accertato che presso quella palestra, in mattinata, altri clienti avevano lamentato l’ammanco di carte di credito e di un computer portatile. Inoltre si scopre che il giorno precedente lo stesso uomo aveva effettuato un accesso presso l’altra sede del centro fitness e che, proprio in quel giorno, si era verificato ivi il furto di una carta di credito dall’armadietto di un cliente con conseguente acquisto illeciti di capi d’abbigliamento per 800 euro. Ricostruendo minuziosamente gli spostamenti dei taxi fiorentini, gli agenti riescono a risalire alla dimora del sospettato responsabile dei furti in palestra, ovvero un albergo con vista sull’Arno presso il quale aveva preso alloggio sotto un nome – quello vero – diverso dal nome fornito per accedere alle due sedi della palestra. Effettuati i controlli nominativi e ricostruita la “carriera" maturata dall’uomo attraverso precedenti penali e di polizia, gli uomini delle volanti entrano all’interno della sua camera, rinvenendo il notebook rubato in mattinata ed una borsa con diversi vestiti e scontrini tutti risalenti ad acquisti (anche da 800,00 €) effettuati il giorno prima in boutique del centro.
I poliziotti attendono, quindi, il suo rientro  che si presenta nel tardo pomeriggio con al seguito diverse buste contenenti indumenti e articoli di vario genere per un valore superiore a 2000 euro, “frutto” di spese da lui compiute con le carte di credito rubate – come successivamente appurato attraverso accertamenti presso le banche ed i negozi del centro.
Indosso all’uomo sono stati, anche, rinvenuti un piccolo grimaldello “modificato ad arte” per aprire i lucchetti, una ricevuta di versamento contanti su un conto corrente e un biglietto ferroviario, con il quale l’indomani sarebbe rientrato nella capitale.
L’uomo, con specifici precedenti di polizia, è finito a Sollicciano con l’accusa di furto aggravato continuato e indebito utilizzo di carte di credito ed è stato anche denunciato per detenzione di strumenti atti all’effrazione.

Foto: movidaitalia.it

Cominicato questura

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