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Presunti reati ambientali di Alia Spa, la posizione di Confservizi Cispel Breaking news, Cronaca

Firenze – La notifica di misure cautelari da parte della Procura fiorentina circa Alia spa, l’azienda interamente pubblica che gstisce il ciclo dei rifiuti urbani nell’ATO centro, solleva preoccupazione e sorpresa di Confservizi Cispel Toscana, che affida  a una nota la sua posizione: 

“Riponiamo la massima fiducia nell’azione della magistratura, ma non possiamo non notare che si tratta di un’indagine su attività risalenti al 2016, con misure cautelari emanate ad oltre 5 anni dall’avvio del procedimento, e ancora in attesa della sua chiusura – si legge nella nota – il sequestro e la decisione di rimuovere per un periodo lungo una parte importante dei dirigenti della società, appare una misura che sicuramente non aiuterà il funzionamento di attività essenziali e non interrompibili, specie in questa fase difficile di pandemia. Le aziende pubbliche che gestiscono il ciclo dei rifiuti urbani in Toscana sono state e sono presidi di legalità, hanno sempre garantito trasparenza e rispetto delle normative ambientali, spesso complesse e contraddittorie, e garantito il raggiungimento di importanti obiettivi ambientali. Tutto questo in un contesto normativo e regolatorio complesso, spesso contraddittorio, soggetto ad interpretazioni e di difficile applicazione”.

“Ci auguriamo – prosegue a nota – che le indagini avviate nel 2016 si concludano rapidamente, dopo un così lungo periodo di attesa ed incertezza, al fine di accertare eventuali responsabilità e garantire il corretto funzionamento di un settore decisivo e delicato per la comunità. Siamo certi che ogni posizione verrà chiarita. Il sistema delle imprese pubbliche che gestiscono il ciclo dei rifiuti in Toscana farà ogni sforzo per mettere a disposizione di Alia il necessario supporto per garantire il servizio in questa delicata fase”. Rircordiamo qualche numero, oltre due anni di indagini, circa 30 indagati, nove interdetti fra dirigenti e funzionari dai pubblici uffici, alcune aree sotto sequestro dell’impianto di San Donnino.

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