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Prima uscita dal Vaticano di Papa Francesco I STAMP - Conclave

Prima uscita dal Vaticano di Papa Bergoglio, in forma privata e non pubblica, per visitare e pregare nella Basilica più grande di Roma dedicata al nome della Madonna. La visita di Papa Francesco era stata da lui stesso anticipata ieri sera, subito dopo la sua elezione, nel corso delle prime parole rivolte ai fedeli parlando dalla Loggia della Basilica Vaticana di San Pietro, prima della benedizione Urbi et Orbi, annunciando l'intenzione di recarsi “domani a pregare la Madonna”. Poco dopo le 7 i fedeli presenti in Basilica per le messe e i tanti turisti, essendo una delle principali Basiliche, vi si trova anche una delle 4 porte Sante del Giubileo, sono stati fatti tutti uscire e la Basilica è stata chiusa in vista dell'arrivo di Papa Francesco. Non sono mancati i malumori dei fedeli che all'oscuro di quanto sarebbe avvenuto si sono visti invitare a lasciare il luogo sacro. La Basilica è stata quindi velocemente bonificata dagli uomini della Gendarmeria Vaticana, essendo una zona extraterritoriale, ovvero non Stato italiano ma Stato Vaticano. “Ci potevano pure lasciare dentro, in fondo. Cosa può accadere. Eravamo qui a pregare…”, ha commentato più' di uno una volta all'esterno della Basilica, oltre la cancellata che è stata anch'essa chiusa.

Appena il Pontefice è arrivato nella Basilica dove c'è l'immagine della Salus Populi Romani che dà il nome a S. Maria Maggiore – il Pontefice era accompagnato dal Prefetto della Casa Pontificia Mons. George Gaenswein e dal Reggente Padre Leonardo Sapienza – la voce si è immediatamente sparsa in tutto il rione Esquilino e molti turisti e viaggiatori sono accorsi, trolley e valigie alla mano, dalla vicinissima stazione Termini. Anche molti studenti, liceali, sono stati colti di sorpresa e hanno tardato l'ingresso nella loro scuola vicina alla Basilica per poter salutare il neo Papa. Ragazzi e ragazze che si accingevano a varcare il portone di ingresso del liceo classico Albertelli, non appena resisi conto della ressa di fotografi e operatori televisivi e della presenza delle Forze dell'Ordine hanno capito che c'era il Papa in Basilica e rapidamente si sono spostati dalla scuola per raggiungere l'ingresso laterale della Basilica.

Quando Papa Francesco è uscito dalla Basilica di Santa Maria Maggiore gli ha salutato con la mano, molti anche quelli affacciatisi alle finestre del liceo. I giovani lo chiamavano e agitavano le mani per attirare la sua attenzione, a quel punto il Pontefice ha risposto al saluto prima di infilarsi nell'auto, privata, e non la ufficiale mercedes targata SCV1, ma SCV 3578, e lasciare la Basilica.

Secondo il Vescovo Ausiliare di Buenos Aires, Mons. Eduardo Garcia, stretto collaboratore del Cardinale Bergoglio il nuovo Papa non ama viaggiare. "Non lo vedo come Papa viaggiatore. Infatti non ama proprio viaggiare. Sarà un Papa che promette una Chiesa che trascende i suoi limiti abituali per raggiungere, come dice lui stesso, i limiti esistenziali dove il Vangelo non è presente”. Quanto alla scelta di un latinoamericano, il vescovo ausiliario della capitale argentina ha detto che probabilmente “è perché in America latina noi lavoriamo molto intensamente alla nostra missione di evangelizzazione”.

“La domenica delle Palme il Cardinale Bergoglio doveva celebrare la messa qui, nella nostra Basilica Menor San Jose di Flores, come fa tutti gli anni. Ora lo vedremo in televisione”, ha invece sottolineato ai giornalisti  il parroco Gabriel Marroneti presso la basilica argentina del quartiere dove il neo Papa Francesco I è nato. “Questa è una benedizione per il nostro popolo e per tutta l'America Latina. Lui conosce bene la nostra realtà!, sottolinea Marroneti, 46 anni, ricordando che proprio la sua parrocchia è anche quella dove Francesco “si è confessato per la prima volta. Era un adolescente e s'accorse della sua vocazione religiosa proprio il giorno che venne in parrocchia a confessarsi. Dopo – prosegue Don Gabriel – entrò in seminario e fu in quel momento che iniziò la sua missione. Lui ci ha sempre chiesto a noi sacerdoti di portare la Chiesa per strada, di cercare un Cristo tra i poveri. Bergoglio ci ha d'altra parte sempre chiesto una Chiesa cristiana senza titoli. Una Chiesa che sapesse 'affrontare e curare la fragilita' del nostro popolo': e dico questa frase – precisa il parroco – perché è tutta sua. Bergoglio è sempre rimasto se stesso. Pensi – conclude Marroneti – che anche oggi continua a scrivere personalmente le risposte alle lettere che gli inviano le persone che chiedono aiuto”.

Ovviamente in Argentina tutti fanno festa: “Non ci posso credere, non ci posso credere, abbiamo un Papa argentino!”, così una donna in lacrime, inginocchiata sulla porta della Cattedrale di Buenos Aires, ha incarnato lo stupore, l'allegria e l'emozione con la quale i fedeli argentini hanno accolto l'elezione di Jorge Bergoglio, diventato Francesco, ma soprattutto “il nostro Papa”.  La notizia é arrivata nella Cattedrale di Plaza de Mayo, nel centro della capitale argentina, sulla quale si affaccia anche la Casa Rosada, sede della presidenza del Paese,  mentre un gruppo di fedeli recitava il rosario, come parte di una ora santa prevista per accompagnare con la preghiera la scelta dei Cardinali riuniti in Conclave in Vaticano, racconta Ana Maria Perez Bodria, vicepresidente dell'Azione Cattolica locale. “La preghiera non è stata interrotta – ha sottolineato Perez Bodria – Una volta finita, però, è stata accolta con un applauso commosso e un'ovazione di vari minuti. Il nuovo Papa lo conoscono bene, è una persona semplice, umile, evangelizzatrice. Per noi è un'allegria immensa, speriamo tutti che ci porti pace e unità, che è quello di cui abbiamo bisogno e anche quello per cui lui ha sempre lottato”.

Appena l'annuncio da Piazza San Pietro si è sparso per la città, la Cattedrale ha cominciato a riempirsi di gente euforica, allegra, emozionata: c'era chi si faceva una foto con la famiglia, chi piangeva in ginocchio davanti all'altare. Alcuni gridavano “Viva la patria!”, “Viva Bergoglio!”. Il Vicario della Cattedrale, José San Martin, ha raccontato che il Cardinale Arcivescovo Bergoglio “andava quasi ogni giorno a pregare nel tempio, una persona di grande spiritualità e di grande capacità spirituale. Non ha paura di nessuno e si mette in gioco personalmente per le sue idee''. In poco tempo, la scalinata della Cattedrale si e' riempita di gente, mentre la polizia cercava di mantenere la calma del pubblico e i furgoni delle varie reti televisive parcheggiavano intorno alla chiesa, preparandosi per i collegamenti in diretta dal centro della diocesi del nuovo Pontefice. Non mancavano nemmeno i turisti che, a spasso per la Plaza de Mayo, si sono avvicinati per vedere cosa stava succedendo davanti alla Cattedrale. Un messicano ha abbracciato uno dei sacerdoti del tempio, congratulandosi per il primo Papa latino, mentre una signora inglese ha semplicemente sorriso e ha commentato: “Great!, grande!”.

Ovviamente non sono mancate anche le prime “contestazioni”: la principale associazione gay del Cile ha criticato in termini molto duri l'elezione a Papa del Cardinale Jorge Bergoglio, ricordando la sua opposizione energica ai matrimoni omosessuali. “Ancora una volta – dice l’associazione – la Chiesa pone a capo del Vaticano a un promotore dell'odio verso la diversità sociale e una figura del riferimento dell'omofobia e del disprezzo delle minoranze sessuali”.  L'associazione ha sottolineato che Papa Francesco “ha intrapreso svariate e odiose crociate contro l'uguaglianza di diritti per le minoranze sessuali, offendendo questo segmento della popolazione, per esempio lottando con ogni mezzo perché il matrimonio gay non fosse approvato in Argentina”.

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