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Primarie, dalla Bindi doccia gelata sul sindaco fiorentino Politica

E' di nuovo guerra tra Rosy Bindi e il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Se il primo cittadino, alla direzione nazionale del Pd della scorsa settimana ha finalmente incassato dal segretario Pierluigi Bersani le primarie per la scelta del candidato premier del centrosinistra che chiede da mesi, oggi la presidentessa del partito non ha perso occasione per farsi avanti a sbarrargli la strada. Per farlo ha scelto proprio la Firenze governata da Renzi, dove questo pomeriggio si trovava insieme al vicepresidente del Senato Vannino Chiti per partecipare ad un convegno. “Primarie? Per organizzarle dovremo fare i conti con delle regole, compreso lo statuto del partito che non prevede la partecipazione di altri iscritti al partito oltre al segretario”.

Una doccia fredda per il sindaco, gia' pronto a scendere in campo (l'annuncio ufficiale potrebbe arrivare già tra due settimane, durante la convention dei sindaci convocata nel capoluogo toscano da Renzi). Che però, non si scompone, ed evita accuratamente di commentare lo 'sgarbo' odierno della Bindi. Del resto, trapela dallo staff del primo cittadino, la convinzione di Renzi e' che finalmente Bersani si sia deciso ad accettare la competizione, invece di arroccarsi sul rispetto delle regole negando le primarie: dunque, le parole della presidente non sarebbero indicazione dell'orientamento dei vertici del partito, ma solo espressione dell' antipatia, del resto già più volte manifestata (e contraccambiata) verso il sindaco di Firenze. “Bersani – ha proseguito nel ragionamento la Bindi – ha tracciato la strada: prima di tutto serve una nuova legge elettorale. Poi una grande fase di elaborazione programmatica, aperta a tutti quei partiti con i quali intendiamo fare un'alleanza di centrosinistra aperta ai moderati di centro, con i movimenti, con potenziali liste civiche. Dopo tutto questo – ha concluso- ve dremo come fare le primarie, che non potranno che essere primarie di coalizione”. Come ribadire a Renzi: accontentati di fare il sindaco. Ma a Palazzo Vecchio, incuranti del niet bindiano, si continua a scaldare i motori per la corsa sempre piu' vicina. 

 

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