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Primarie PD: a Pistoia il banco di prova dell’unità ritrovata Opinion leader

Pistoia – Pistoia ha dato ancora una volta risposta forte e decisa alla politica. Nella provincia  hanno partecipato oltre 14 mila cittadini, garanzie al lavoro di tanti volontari disseminati nei territori e dei rappresentanti istituzionali che si sono messi al servizio. Matteo Renzi si riconferma oggi il grande leader del Partito democratico, oltre al dato nazionale leggermente più basso, con l’83,4% dei voti. Un plebiscito, diciamolo.

Il dato rispecchia esattamente lo stesso risultato raggiunto nel 2013, quando proprio qui, a Pistoia e provincia,  ottenne l’83,5.Nel territorio del capoluogo di provincia toscano, roccaforte “rossa” da anni, la leadership renziana “tiene” e porta “inevitabilmente” il partito, e tutti i componenti,  ad imboccare una nuova strada, fatta di maggiore unità e ascolto da parte della minoranza che si è sempre dimostrata “ostica” al Segretario.

“Siamo di fronte a numeri che non lasciano spazio a interpretazioni” afferma il consigliere regionale Pd Massimo Baldi “Elettrici ed elettori democratici, in tutta la provincia di Pistoia, hanno rinnovato la loro fiducia a Matteo Renzi e al suo progetto politico, anche in luoghi in cui la cosiddetta classe dirigente era tutta schierata su altri fronti. Questo ci dà più forza ma anche maggiore responsabilità. Dobbiamo portare avanti  gli indirizzi della mozione Renzi e dobbiamo farlo tenendo unito il partito, rendendoci disponibili all’ascolto ma indisponibili ai ricatti”.

Messaggio ben chiaro, questo. Ben delinea lo scenario in cui la politica pistoiese andrà ad impattarsi prossimamente. Non dimentichiamoci che Pistoia sarà una di quelle città toscane che andranno ad amministrative, servirà, quindi, una grande presa di coscienza collettiva su questi dati e debite riflessioni da parte del candidato a Sindaco, designato all’unanimità sia dalla assemblea comunale che provinciale. Dovrà essere il Sindaco di tutti, non solo della parte che fino ad oggi rappresentava, anche della componente che da anni segue le idee riformiste di Renzi.

Il grande ed inaspettato successo delle primarie che ha portato migliaia di cittadini a votare il proprio segretario politico, in una Domenica di ponte festivo, non può venir disatteso o non compreso come serve, come è utile comprendere. Sarebbe importante che il Pd ed il suo candidato designato iniziassero a dialogare con “tutte” le componenti interne per costruire, o meglio ri-costruire, quel trait d’union importante, possiamo dire anche urgente, senza snobbare quella parte che fino ad oggi risultava indigesta, in vista della tornata amministrativa prossima. ” Disponibili all’ascolto ma indisponibili ai ricatti” dice Baldi. Ed il messaggio appare ben chiaro. La corrente orlandiana ha ottenuto solo il 12%, mentre i sostenitori di Emiliano portano a casa solo il 3%, dati significativi che devono far riflettere su chi ha sempre remato contro con tutti i mezzi possibili, social e non solo”.

Anche il coordinamento provinciale Pd esprime grande soddisfazione per il risultato. “Il primo ringraziamento non può che andare a tutti i volontari che hanno reso possibile questo gesto importante di democrazia, tenendo aperti i seggi in tutto il territorio, dal centro cittadino di Pistoia fino alla montagna pistoiese. Si conclude il percorso congressuale del Pd con una netta vittoria del segretario uscente, Matteo Renzi, il quale ha confermato, anzi superato, il dato di un mese fa nelle consultazioni tra i soli iscritti. Gli elettori, in linea con gli iscritti democratici, hanno confermato il prevalere della linea riformista rappresentata in questi ultimi anni dalla guida di Matteo Renzi. Questo gesto di democrazia rafforza i democratici che nella nostra provincia saranno interessati da importanti sfide amministrative, a partire dal Comune capoluogo, dando il senso di una solida forza popolare”. Riconferma, quindi, della fase congressuale legata ai soli iscritti che già ben delineava il grande successo. E adesso avanti Pd, serve un partito forte e coeso, soprattutto unito per non permettere a nessuno di prenderci la democrazia e la libertà.

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