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Primarie Pd, Bersani (44,3%) e Renzi (36,3%) al ballottaggio Politica

Nichi Vendola ha ottenuto il 15,1%. Nel commentare il risultato i due leader hanno prima di tutto sottolineato l'alto significato della consultazione per il recupero del rapporto fra cittadini e politica. Baersani soddisfatto per il successo "molto forte", affermando di non essere deluso per non avere vinto al primo turno. "Chi si è scagliato contro le primarie, ora sta zitto", ha detto da parte sua Renzi. Entrambi hanno sottolineato inoltre l'importanza che nella settimana che separa dal ballottaggio (2 dicembre) si parli più dettagliatamente di contenuti del programma che sarà quello del Pd alle politiche dell'anno prossimo.

Andando in un primo approfondimento del voto, Bersani è risultato nettamente davanti a renzi nel sud e in parte del nord. Renzi ha vinto in quasi tutte le regioni rosse. "Come si fa a dire ora che noi siamo la destra?", ha commentato Renzi, che si attende un distacco finale di circa 5 punti, "un risultato affascinante nel momento in cui solo il 2% dei segretari provinciali e il 3% dei parlamentari del Pd era dalla nostra parte". "Devo esprimere stima, rispetto e anche affetto verso Bersani che ha vinto questo primo round", ha detto ancora il sindaco di Firenze. Renzi è primo in Toscana, Umbria, Marche  e parte dell'Emilia Romagna, più del 51% a Firenze. In particolare il candidato fiorentino ha rimarcato il significato della vittoria in cittadine, come Castelfiorentino, che davano al Pci più dell'80%.

Anche per Nichi Vendola, il dato della partecipazione alle primarie è il risultato più importante: "Il centrosinistra ha ritrovato il suo popolo". Il dato della Puglia, dove Vendola ha ottenuto la maggioranza, è quello che più ha datpo soddisfazione al governatore della regione. "Ho dovuto affrontare un formidabile endorsement degli ambineti economici e finanziari verso Renzi, una eccezionale bolla comunicativa".

Cadono le roccaforti rosse, gli storici baluardi del Pci, nella Toscana percorsa dal vento della rottamazione renziana. Il sindaco di Firenze vola a Castelfiorentino, di cui si ricordano 'antichi' risultati bulgari del veccio Pci, mettendo a segno il 61,4% contro il 31,9% di Bersani mentre Vendola si ferma al 5,1%. Renzi conquista la maggior parte delle province toscane, tutte rosse, e si riafferma a Firenze.

Bersani vince a Piombino, la citta' dell'acciaio dove gli operai, con al loro fianco il sindaco pidiessino Anselmi, lottano per la sopravvivenza della ex Lucchini, una delle piu' grandi industrie siderurgiche italiane oggi in mano ai russi: 53,17% il segretario del Pd, mentre Renzi si ferma al 34,38%, Vendola al 10,53%, Puppato all'1,52% e Tabacci allo 0,4%. Anche nella Val di Cornia e all'isola d'Elba Bersani è al 47% e Renzi al 37%.

E' una Toscana scossa dalle sue fondamenta quella che esce dal voto delle primarie.

Il rottamatore Renzi la spunta anche a Pontedera, la citta' della Piaggio, ma anche del presidente della Regione Enrico Rossi, deciso sostenitore del segretario del Pd. Va forte a Sesto Fiorentino e a Scandicci, due grossi comuni della cintura fiorentina di antica tradizione operaia. Vola nelle province piu' bianche, Lucca in primo luogo, dove si segnalano molti votanti del centrodestra (oltre il 50% dei voti rispetto al 30% di Bersani), e anche Arezzo (intorno al 62% contro il 29,73% del segretario), dove trova il consenso anche di un ex assessore di An che dichiara la sua simpatia ''per l'uomo e per la sua eta'''. E' sopra il 50%, a scrutinio ancora in corso, anche a Grosseto (48% contro il 35,5% del segretario), a Siena, a Prato dove sfiora il 57%, a Pistoia, a Firenze provincia e Firenze citta'.

Bersani difende la posizione in due sole province, a Livorno dove ottiene il 48% (35% Renzi, 14,5% Vendola), e a Massa con 7 sette punti in piu'. A Pisa la partita e' combattuta, Renzi e Bersani corrono entrambi sul filo del 41%. Per il Pd del segretario un risultato durissimo quello della Toscana dove citta' e province sono tutte guidate da amministratori pidiessini, molti dei quali schierati apertamente con il segretario

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