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Primarie Pd, inizio e prosieguo in sordina, oltre 9.300 i votanti alle 17 Cronaca

Afflusso votanti a macchia di leopardo, ma  il calo c'è. Eccome. Insomma, alle 17 di oggi, i votanti registrati per le primarie del Pd si attestavano sui 9.369: continua così il trend già chiaro alla mattina, quyando alle 12 i votanti si attestavano sui 5mila, vale a dire, la stessa quota delle scorse "parlamentarie", le "primariette" per la scelta dei candidati al Parlamento del Pd. E sebbene l'afflusso a seggi sia a macchia di leopardo, messa come si vuole, sembra davvero che i fiorentini a questa girata abbiano fatto festa. Insomma, il calo di passione c'è, e non si sa bene se imputarlo a una sensazione di "tutto è già deciso", o a un disamoramento più generale della politica di partito. Oppure, suggersice qualcuno, al fatto che i candidati, colpevole la brevità del tempo per fare campagna elettorale, non hanno fatto in tempo a fare davvero "presa" sull'elettorato. Intanto, alle 19 circa, nei  seggi di Rifredi i votanti erano 330 e 370 (i seggi erano due). 

Cinquemila elettori, verso le 12, significa circa tre volte di meno rispetto alle primarie dell'8 dicembre scorso che proclamarono il trionfo di Matteo Renzi a segretario del Pd. Erano 17mila, infatti, alla stessa ora. Cinquemila votanti, significa la metà di quella famosa soglia dei diecimila "sotto cui non si può stare" mormora un vecchio militante del Pd, mentre si allontana dal seggio in cui ha appena apposto la croce nella scheda. Ghelli, Lo Presti o Nardella? … 

Le regole per il voto sono le solite delle primarie del Pd: carta d'identità e scheda elettorale, possono votare anche i sedicenni e i non iscritti al partito, previo l'obolo, per questi ultimi, di due euro per le spese. Favorito e dichiarato vincente, il vicesindaco Nardella, che si è dimesso da parlamentare per la poltrona di sindaco. Ex-assessore e vicesindaco della giunta Renzi prima di essere eletto in Parlamento nel 2013, ritornato a Firenze dopo lo spostamento di Renzi dalla poltrona di Palazzo Vecchio a quella di Palazzo Chigi, investito dallo stesso premier nuovamente della carica di vicesindaco, Dario Nardella è "l'appoggiato" principale di un Pd ormai nettamente schierato in uomini e voti per la linea pro-Renzi e renziani. Alessandro Lo Presti, sostenuto dal gruppo Lastri, si è smarcato vivacemente da gruppi e correnti, proclamandosi portatore di un porgetto e un'idea: quello della "città delle relazioni" strettamente connesso con la teoretica socio-economica della "felicità", declinata da Lo Presti in "pubblica". Su questo punto, a piene mani attinge nello stesso alveo ideale Iacopo Ghelli, esponente dell'area Civati del tridente tutto piddino, per il cui sostegno è giunto a Firenze lo stesso Pippo Civati.

A dare l'idea del disamoramento, anche se i più ottimisti sperano in un ritorno di fiamma serale, magari anche rispettando le previsioni meteo che vogliono un certo miglioramento del tempo, sono le percentuali raccolte in mattinata: verso metà mattinata, come riferito da alcuni presidenti di seggio, nessuno aveva superato i 100. In Piazza Tasso ci si aggirava intorno ai 70, in Via d’Annunzio poco sopra i 50. Nessuna coda. Alle 16,48 circa al Parterre c'era un risultato di circa 300 votanti.

 

 

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