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Primarie Pd, l’area Civati il nome ce l’ha: Iacopo Ghelli Politica

Pochissimi giorni per raccogliere le firme, che sono 120 (meglio 150, per star sicuri) fra gli iscritti dal 2013 in uno dei circoli cittadini del Pd. Oppure, 25 firme di membri dell'assemblea cittadina. I civatiani lo sanno: i numeri non sono elevatissimi, ma il tempo è poco. Le firme devono essere portate entro il 3 marzo alla commissione per le primarie del partito. Questo forse spiega la prudenza del candidato in pectore Iacopo Ghelli, coordinatore provinciale dell'area, che ieri nel corso di un incontro del gruppo ha incassato la maggioranza assoluta dei voti per l'investitura a sfidante di Nardella nelle prossime primarie.

Alla fine dunque l'area del Pd che fa capo a Civati ha scelto di darsi un candidato in autonomia,  forte di quel voto che, almeno in Provincia, ha quasi raggiunto la quota dei cuperliani. Un piccolo patrimonio per il candidato (ormai qualcosa di più che) in pectore Ghelli, una mossa che gioca anche di sponda alla politica nazionale, dove, secondo i rumors, quasi sicuramente anche Filippo Civati si muoverà. “Sono ben consapevole dell'entità della sfida, una volta che la renderemo ufficiale – commenta Iacopo Ghelli raggiunto a telefono – ma soprattutto ritengo che questa potrebbe essere un'occasione per dare conto di quei segnali di discontinuità nella visione politica e gestionale propri dell'area Civati. Discontinuità che sul nostro territorio, in concreto,  vogliono dire ad esempio gestione completamente rivista delle questioni che investono la Piana, fra cui le priorità del famoso Parco mai attuato e delle questioni legate al termovalorizzatore, ma anche nuove prospettive per l'aeroporto e, per la città, focus su San Salvi e grandi contenitori”. Idee chiare dunque, e un numero verde,  339 1817719, per chi volesse contribuire con la propria firma alla candidatura, per sapere dove e come apporre il proprio “signum”.

Se la “plenaria Civati” ieri si è conclusa con questo passaggio, la decisione sembra mettere ancora altro caos nella dissidenza Pd. Cosa farà la sinistra restante, si allineerà, se diventerà ufficiale, sulla candidatura Ghelli o cercherà altri nomi e spazi? Un protagonista di queste ultime e concitate ore è sicuramente Alessandro Lo Presti, indicato a varie riprese come il più probabile competitor di Nardella, e per storia personale e per appartenenze di area. Ma la questione è più complessa di quanto appare, dal momento che Lo Presti vuole presentarsi, se lo farà, senza ingombranti sponsor che lo facciano apparire “rappresentante di una componente o sotto-componente” come specifica. “La possibilità di una mia candidatura – dichiara senza tentennamenti a Stamptoscana – è legata a un progetto preciso. E' mia intenzione sondare se ci sono le condizioni politiche per attuare questo progetto. Se non ci fossero …. allora è no, non mi candiderò”. Il riferimento di Lo Presti è al progetto di cui si sta occupando da tempo il gruppo che ha organizzato le tematiche sulla felicità pubblica, di cui è egli stesso animatore e fondatore.

Quanto agli altri nomi da cui s'era partiti ai primi passi di questa sfida tutta Pd, sembra ormai appurato il loro passo indietro: da Andrea Barducci, presidente della Provincia di Firenze, a Claudio Fantoni, l'ex-assessore al bilancio del “no” a Renzi. Ma tutte le ipotesi formulate dovranno passare per il vaglio, che avverrà stasera, dell'assemblea cittadina del Pd. E forse se ne vedranno ancora delle belle.

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