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Primarie Pd, Nardella: “Molti difetti ma sempre meglio del Porcellum” Politica

Laureato in Giurisprudenza e diplomato in violino al conservatorio,  36 anni, Nardella è il vicesindaco di Firenze dal 2009 e accanto al suo capo, Matteo Renzi, ha vissuto il raid delle primarie per la scelta del candidato premier, che ha avuto quanto meno il grande merito di riportare Firenze al centro dell’interesse e della politica nazionale.
Prima di tutto, con quale intento si è lanciato in questa avventura?
Le primarie sono un forte antidoto alla legge elettorale che impone i candidati nelle liste.  In primo luogo penso che sia necessario recuperare un rapporto diretto fra eletti ed elettori come premessa per ricostruire la fiducia fra i cittadini e la politica. In secondo luogo è stata una scelta individuale legata al fatto che si possono fare gli interessi della propria città anche e soprattutto a livello nazionale. Molte questioni che riguardano Firenze si decidono a livello nazionale e internazionale. C’è un filo diretto fra politica del territorio e politica nazionale.
Lei ha colto questa occasione nonostante i difetti di una consultazione convocata senza dare molto tempo…
Certo un problema è quello di non poter affrontare i contenuti e di non avere molto tempo per informare i cittadini perché abbiano l’opportunità di scegliere i propri candidati. Ma queste primarie sono comunque meglio della scelta che avverrebbe applicando semplicemente la legge elettorale del Porcellum.
Condivide dunque le scelte del segretario del Pd e delle regole decise per queste primarie….
Avrei preferito scelte più coraggiose e chiare con le stesse regole valide per tutti. Altrimenti si finisce nella Fattoria degli animali di Orwell dove ci sono candidati più uguali degli altri, scelte che possono danneggiare il Pd.
Quali sono i punti qualificanti della sua proposta per gli elettori?
Lavoro e crescita. Prendere le misure necessarie per rilanciare il lavoro, risolvere il problema degli esodati una volta per tutte. Far ripartire le imprese usando la leva fiscale. Non sono contrario a una patrimoniale leggera e progressiva, mentre bisogna alleggerire le tasse sulla produzione come l’Irap. Subito dopo metto l’educazione con nuovi programmi di istruzione e di formazione per i giovani. Quindi la sanità che non deve essere smantellata ma deve mantenere la sua universalità, superando le inefficienze e lo squilibrio fra regione e regione, puntando sulla prevenzione attraverso  lo sport. Dagli studi fatti risulta che 1 euro speso per lo sport fa risparmiare 5 euro nella spesa pubblica sanitaria. Questo è importante in un paese che si trova fra quelli con il più alto tasso di invecchiamento.
La musica fa parte importante del suo bagaglio culturale. Certamente ha idee su come promuoverla di più in Italia.
Sì ci vuole una riforma della formazione musicale, legandola di più al mondo del lavoro e alle istituzioni culturali musicali. Occorre rafforzare l’educazione musicale nella scuola dell’obbligo dove ora è l’ultima ruota del carro. Naturalmente mi batterò per la valorizzazione del Maggio fiorentino, uno dei più importanti festival musicali nazionali.

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