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Primarie Pdl, da Firenze richiesta sempre più forte Politica

“Grande rispetto per le primarie del Pd che dal punto di vista organizzativo, sono state gestite quasi esclusivamente da volontari, che sono riusciti a segnare un successo riportando la partecipazione degli elettori alla politica”. E' questo l'apprezzamento di Francesco Torselli, consigliere comunale del Pdl di Firenze a seguito della prima tornata elettorale delle primarie del Centrosinistra.
Ma di primarie nelle ultime settimane molto si è parlato anche nel Pdl, che continua ad attendere, tuttavia, le decisioni provenienti dall'incessante dibattito tra Silvio Berlusconi ed Angelino Alfano. E' notizia delle ultime ore che giovedì sarà la giornata decisiva per le sorti delle tanto acclamate primarie del centrodestra, in vista di una probabile “ridiscesa in campo” del Cavaliere alla guida di un nuovo soggetto politico dal sapore antico, che potrebbe chiamarsi di nuovo Forza Italia. Nonostante le voci accorate che hanno consigliato a più riprese Berlusconi di attendere i risultati delle primarie del centrosinistra, prima di prendere decisioni, sembra che l'accelerazione al progetto sia già stata data e che la macchina organizzativa sia già stata messa in moto. Fatto che sarebbe confermato dall'incontro in giornata con Ignazio La Russa ad Arcore.
Se dovesse configurarsi tale scenario, che fine faranno le primarie tanto supportate dal segretario del Pdl Angelino Alfano? In molti parlano già per il partito del centrodestra di primarie “in soffitta”, di un Alfano sempre più messo all'angolo e di un Pdl nuovamente gettato nel caos.

C'è, tuttavia, chi non si arrende “Le primarie ci saranno, ormai i numeri ci sono”, esclama Francesco Torselli, riferendosi all'obiettivo raggiunto del tetto massimo consentito di 2.000 firme raccolte in un lasso di tempo brevissimo, una settimana, per Giorgia Meloni in Toscana ed aggiunge “Se dovessimo rinunciare a celebrare le primarie sarebbe un clamoroso autogol che, probabilmente, metterebbe fine alla già precaria condizione di vita del Pdl”
Francesco Torselli, consigliere comunale a Firenze ed Alessandro Tomasi, consigliere comunale a Pistoia, hanno coordinato di fatto questa prima fase della campagna elettorale di Giorgia Meloni in Toscana, definendola una candidatura supportata da grande entusiasmo "Ci aspettavamo una mobilitazione di massima quasi esclusiva dei giovani ex-AN, invece il consenso è arrivato da tante persone con storie personali e politiche differenti e, soprattutto, tantissimi sono stati coloro che ci hanno detto di aver perso la fiducia nella politica e nel centrodestra da anni, ma che oggi sono pronti a tornare 'in pista' per sostenere Giorgia". E' lo stesso Torselli che spiega come il concetto delle primarie, fosse visto nel Pdl, già in tempi non sospetti come l'unico strumento capace di suscitare un sano dibattito politico interno. Il consigliere comunale di Firenze non nasconde una certa invidia per le primarie del centrosinistra e non esita a sottolineare che anche una candidatura come quella di Renzi che ha generato spaccatura nel partito, toni forti della campagna, abbia in realtà il merito di aver generato confronto. “Io credo che un partito politico in cui il confronto non esista, non possa definirsi un partito politico moderno, in grado di catalizzare il consenso degli elettori, che assistono a decisioni che li riguardano, prese all'interno di segreterie di partito chiuse al terzo piano di un palazzo lontano.”

A favore del coinvolgimento del cittadino nella politica, Torselli  non manca di captare come l'opinione di ogni persona sia fondamentale anche se talvolta puo' essere in contraddizione con la corrente dominante del partito. “Ho salutato con gioia quindi l'annuncio del segretario del Pdl, Alfano, quando rese pubblico che anche da noi sarebbero state fatte le primarie".
Ma perché Torselli giudica così importante lo strumento delle primarie? “Quanto lo strumento delle primarie sia voluto dalla gente lo dimostra la disaffezione alla politica”. Il distacco dalla politica è di fatto generalizzato ed accomuna tutti i soggetti politici, che hanno governato il paese negli ultimi venti anni. Riguarda il Pdl, passato dal 37/38% al 12% dei consensi, come il Pd che vince in Sicilia sulla scia dell'astensionismo, portando a casa un dato in netto calo rispetto ai risultati di 5 anni fa e che governerà grazie alle liste del Movimento 5 Stelle, spiega Torselli, che aggiunge: “Dobbiamo, pertanto cambiare rotta e per prima cosa capire i perché della disaffezione. All'indomani delle dimissioni di Berlusconi, io ero in piazza con coloro che sventolavano la sigla “ripartire da zero”, per spiegare agli italiani dove avevamo fallito e per chiedere scusa per come avevamo governato.”

Le cause principali della disaffezione vengono individuate nei molteplici episodi di malgoverno e nel distacco della classe politica dalla società civile. “Basti pensare al fatto che oggi un cittadino puo' scegliere al massimo da chi essere rappresentato in un consiglio comunale, o in alcune regioni più fortunate della Toscana, una parte dei consiglieri regionali, perché una parte viene messa con le liste bloccate. Ma un consiglio comunale amministra, nemmeno legifera, mentre le decisioni importanti che gravano sulle spalle dei cittadini vengono prese in altre sedi lontane dalle esigenze delle persone.”
Per Torselli la politica deve essere riportata dunque tra la gente e questo non puo' avvenire che dando alla gente la possibilità di scegliere, come succederebbe attraverso le primarie. Ma dopo tanti dibattiti sul metodo, occorre ricordare che esiste un altro punto fondamentale che pare restare sempre l'ultimo ad essere preso in considerazione dal centrodestra come dal centrosinistra ed è l'aspetto dei contenuti. Il confronto sui programmi, sulle decisioni immediate da prendersi per affrontare le problematiche serie della realtà di oggi pare siano rimasti un po' ai margini della contesa elettorale delle primarie del centrosinistra, per cui la domanda che viene fatto di rivolgere a Torselli è proprio da quali punti intende ripartire il centrodestra.
Torselli, ricordando che a suo parere il centrosinistra sinistra pecca di chiarezza  nelle sue prese di posizione, dice di trovarsi in sintonia con la proposta renziana di tassare i patrimoni italiani migrati nelle casse delle banche svizzere mediante un accordo tra stati, perchè trova che non sia accettabile che nel 2012 esista la possibilità di portare i soldi a pochi km del confine italiano, in una zona franca dove non si puo' tassare il capitale e vige l'anonimato.
Torselli sottolinea, tuttavia, che avrebbe preferito sentire parlare di pensioni e di riforma del lavoro, piuttosto che dei diritti civili delle coppie gay, argomenti importanti, ma che non riguardano le problematiche più urgenti e concrete che appartengono ai cittadini oggi, che devono fare i conti con la crisi economica in corso e con i suoi derivati, tra cui la perdita del lavoro, le pensioni basse e l'innalzamento delle tasse.

Per quanto attiene ai contenuti del Pdl l'esponente del centrodestra  vorrebbe vincere l'idea che va sempre più diffondendosi “di un Pdl sinonimo di liberismo assoluto e garantismo “giudiziario assoluto” che a suo avviso sono più contenuti del berlusconismo, che insiti nel centrodestra.
“Esiste una componente più attenta al sociale che dovrebbe tornare ad essere dominante. Una componente storica ed identitaria, che avrebbe dovuto connotare il contenitore del Pdl sin dalla sua costituzione, e che, invece, si è persa nelle dinamiche dei comportamenti politici individuali. Una componente, dunque più attenta alla socialità, che al liberismo sfrenato contrappone una visione di economia sociale di mercato, che non vede di buon occhio il liberismo come la liberalizzazzione sfrenati, né gli attacchi continui alla magistratura.”

Caratteristiche decisamente provenienti dall' ex-An, verrebbe da pensare. Torselli aggiunge "posso capire che un personaggio possa essere perseguitato, non che ci siano 1000 personaggi perseguitati dalla magistratura, rendendo così lecita la giustificazione che chiunque venga inquisito per qualcosa, abbia immediatamente la bandierina del “sono un perseguitato politico” da agitare e immediatamente si svincoli dalle sue responsabilità. Questo non è giusto.”
Dal punto di vista economico, invece, si indica come interessante una certa posizione dell'ultimo Tremonti, tornato ad un liberalismo garante nell'ultimo periodo di governo. Ciò che tuttavia si evince dalle conclusioni di Torselli, è che oggi la partita non si gioca sul far tornare a trionfare contenuti provenienti da una corrente di ex-An, piuttosto che di Forza Italia, bensì su un ripensamento degli stessi, aprendosi ad uno scenario rinnovato e moderno nei concept come nei costumi, facendo tornare a parlare di sé le voci della società, che si sono invece sentite tradite da certi comportamenti. Lo strumento affinchè ciò avvenga? Per Torselli e tanti altri nel Pdl non ci snon dubbi: le Primarie.

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