Primo Maggio a Prato dedicato ai giovani

Prato – Un’aria di festa in città. Il tradizionale corteo storico del Primo Maggio a Prato è partito nella prima mattinata da Piazza del Comune per raggiungere  tutte le altre del centro cittadino per poi concludersi in piazza delle Carceri.

In quella Mercatale davanti ad un porticato che accoglie la sede della Camera della Lavoro uno scroscio di applausi ha accolto il Sindaco di Prato che sfilava dietro il Gonfalone insieme ai rappresentanti della giunta. In più di un’occasione Matteo Biffoni ha ribadito  che Prato è la città storicamente dedita al lavoro, ma anche che «per  i pratesi il lavoro è quasi una sorta di religione laica e da sempre in questo territorio la comunità si è impegnata per creare occupazione, ma soprattutto per difendere i diritti dei lavoratori.»

E quest’anno il Sindaco Biffoni ha dedicato questa ricorrenza al « futuro, ai nostri ragazzi, al loro sguardo pieno di curiosità, caparbietà e dignità.» Un giorno in cui l’intera città si è ritrovata insieme tra canti, balli, stendardi e bandiere delle sigle dei sindacati confederali  CGIL,CISL e UIL con lo striscione dell’ANPI Prato Partigiani e tante altri dell’associazionismo per sottolineare ancora una volta l’importanza del lavoro perché esso rende liberi.

«E’ sempre stata la manifestazione di tutti,- così Mario Bensi presidente del circolo Arci Casa del Popolo di Coiano,- dei lavoratori, dei sindacati e delle associazioni. Sono contento di sfilare oggi 1 maggio perché è un giorno che riguarda chi ha un lavoro e non solo. E la città di Prato va vissuta  anche con queste iniziative che uniscono e non dividono. In Italia non stiamo vivendo un bel periodo ma ribadisco  che il Primo maggio è di tutti e non è una festa di un partito. Essa riguarda anche i pensionati, i disoccupati ed è una ricorrenza che finché avrò vita festeggerò.»

Per il segretario del partito democratico Gabriele Bosi, il Primo  Maggio è un giorno importante per la città e auspichiamo che sia anche l’occasione perché ci sia sempre un lavoro degno e sicuro per tutti, che poi è anche  una priorità del programma che sostiene Matteo Biffoni nella sua campagna elettorale.»

Purtroppo gli ultimi dati relativi al primo trimestre del 2019, forniti dall’Open Data INAIL, seppur ancora ufficiosi e provvisori, sembrano confermare la drammatica tendenza a livello nazionale di infortuni sul lavoro destinati però a salire con un significativo aumento dell’1,9% ( circa 3.000 infortuni in più rispetto al 1° trimestre dell’anno precedente da circa 154.800 a 157.700).

La crescita degli infortuni risulta  generalizzata a tutti i livelli. Aumentano, infatti, sia gli infortuni in occasione di lavoro (+1,0%) che soprattutto quelli in itinere (+7,4%), sia quelli maschili (+1,6%) che quelli femminili (+5,5%) e, a livello settoriale, oltre all’Industria e Servizi (+0,1%) gli infortuni sul lavoro aumentano, e in misura molto consistente, anche in Agricoltura (+9,3%), un dato che pare invertire una tendenza ormai al ribasso  per questo settore.

A livello territoriale l’incremento infortunistico risulta diffuso in tutte le ripartizioni geografiche: Nord-Ovest +1,5%, Nord-Est +2,1%, Centro 2,8%, Sud +2,2% ed Isole +3,1%.Mentre il numero di morti registrati nei primi tre mesi di quest’anno si attesta esattamente sugli stessi alti livelli raggiunti nel 2018 (212 casi in entrambi i periodi).

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