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Governo Renzi, sale l’indebitamento del Comune Politica

Renzi lascia debiti? A giudicare dal tenore della nota diramata da Tommaso Grassi, consigliere comuale di Sel, parrebbe proprio di sì. E che debiti.
A conti fatti, spiega Grassi, rispetto all'inizio del mandato "l'indebitamento del comune è cresciuto di 90 milioni di euro".
Quanto all'indebitamento totale, spiega nella nota il consigliere di Sel, secondo il bilancio di previsione "si tratterà di 568milioni di euro alla fine del 2012. Dall’inizio del mandato sono stati contratti mutui per 232 milioni di euro, ma solo 140 milioni sono stati restituiti, aumentando così di circa 90 milioni l’indebitamento totale, obbligando il Comune di Firenze, per tornare sotto la soglia del 4% imposta dal Governo, ad azzerare totalmente nuovi mutui a partire dal 2014, guarda caso l'anno in cui Renzi finirà il suo mandato di Sindaco”.

Un meccanismo non nuovo, secondo quanto ricorda Grassi, per le giunte "renziane": “Una strategia già attuata dallo stesso Renzi da Presidente della Provincia -spiega il consigliere comunale – si aumenta nel corso del mandato elettorale l’indebitamento al massimo consentito dalla Legge, scaricando tutto sul successore che si vedrà costretto a ridurre drasticamente se non azzerare la possibilità di contrarre mutui per investire in opere sul territorio.”

A conti fatti (è proprio il caso di dirlo, secondo Grassi): “Per rendersi conto di quel che potrebbe succedere al Comune di Firenze a partire dal 2014 basta osservare come la Provincia, a partire dal 2010, sia stata costretta a mettere in atto una politica di restrizioni durissime grazie alle quali, solamente l'anno prossimo, dopo ben quattro anni di mandato, sarà riuscita a dimezzare il debito di 180 milioni lasciato in eredità da Renzi: il problema è che l’indebitamento del Comune è quasi il triplo e che la crisi del credito non permetterà così facilmente uscirne fuori. Il rischio è che l'eredità di Renzi questa volta pesi non solo per il mandato del suo successore ma anche per quello dopo ancora!”.

Un allarme, ricorda ancora il giovane esponente di Sel, "lanciato anche dai Revisori dei Conti nella loro relazione" e che "non vogliamo assolutamente sottovalutare".  La ricetta?
"Crediamo che possa essere rivisto il piano degli investimenti del Comune e ridotta la necessità di ricorrere all’indebitamento riducendo le opere previste a quelle realmente essenziali e importanti per la cittadinanza”.

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