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Privatizzazioni, gli asili nido comunali aprono la guerra Breaking news, Cronaca, Società

Firenze – E’ terminata poco fa, con un mandato alle Rsu comunali fiorentine di recarsi dal prefetto per iniziare la procedura di raffreddamento, primo passo verso le future mobilitazioni, l’assemblea dei dipendenti comunali per quanto riguarda il settore asili nido.

Un’assemblea gremitissima, che ha visto la partecipazione di 374 persone, vale a dire il 90% dei lavoratori del settore asili nido. Presenti, educatori, operatori, cuochi delle mense. Una vera e propria mobilitazione che dà il segnale di quanto sia diffusa la “consapevolezza che ciò che è in gioco è lo smantellamento dei servizi pubblici al cittadino, attraverso la pratica delle privatizzazioni-esternalizzazioni, che svuotano la funzione pubblica dell’ente a sfavore degli interessi collettivi dei cittadini”, come spiegano alcune educatrici.

Insomma, il punto è non solo sociale, ma politico. Ciò che si vuol dire è: basta al trasferimento dei servizi del welfare a privati. In particolare per quanto riguarda i servizi alla persona, che sono quelli su cui ultimamente sta pesando in maniera più forte la “mannaia” della privatizzazione, puntualizza il sindacalista Stefano Cecchi, Usb: “Il tentativo di ridurre buona parte se non tutto il settore dei servizi alla persona nelle mani di enti privati va ad incidere profondamente in un’area di offerta lavoro al 90% femminile, in un momento che, in continuità con la storia del lavoro in questo paese, vede la disoccupazione e lo sfruttamento del lavoro femminile in forte crescita. Non vale neppure dire che, comunque, il fatto di affidare i servizi a enti esterni come le cooperative “riassorbe” in qualche modo, queste lavoratrici; non è così, in quanto la situazione delle operatrici, con le cooperative, decade in una forma di precariato senza più le tutele contrattuali proprie dei dipendenti regolari”. A conti fatti, si toglie lavoro “buono” per aumentare quello “cattivo”, “intendendo – conclude Cecchi – quello senza tutele e precario”.  “Quello insomma – interloquisce una lavoratrice – su cui non si costruisce il futuro”.

Il mandato con cui si conclude l’assemblea è dunque quello di aprire la guerra; nei prossimi giorni, le Rsu  si presenteranno in Prefettura per  l’apertura del procedimento di raffreddamento e poi cominceranno le agitazioni.

Vedi anche: http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana-cronaca/usb-firenze-fra-bastone-e-carota-le-privatizzazioni-vanno-avanti

 

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