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Probabile incostituzionalità della mediazione obbligatoria Opinion leader

Come noto ai tecnici del settore, nel corso del 2010 è stato introdotto l’istituto della mediazione obbligatoria in determinate materie di diritto civile. Prima di far valere uno dei diritti ivi contemplati davanti all’Autorità Giudiziaria, è oggi necessario convocare la controparte davanti ad un organismo accreditato per tentare di conciliare la controversia. Numerose critiche sono state rivolte all’istituto della mediazione che sarebbe vista come incostituzionale, lesiva del diritto di difesa, ingiustificatamente dilatoria e onerosa. Gli organismi di conciliazione, infatti, non lavorano gratuitamente e l’incontro per la mediazione può far slittare la via giudiziale anche di parecchi mesi.
Gli avvocati hanno quindi manifestato , scioperato ed è stata addirittura predisposta un’istanza condivisa di disapplicazione,  da inserire nei vari atti processuali proprio al fine di neutralizzare tale istituto.
Per opposto il Governo, nell’allora persona del Ministro Alfano che ha fortemente voluto questa riforma per snellire il carico della giustizia, ha sbandierato la sua efficacia.
La questione della sua validità, già posta all’attenzione della Corte di Giustizia Europea dal Trib. di Palermo nell’Agosto del 2011, è stata recentemente (18 novembre 2011) rimessa  al vaglio della Corte Costituzionale dal Trib. di Genova che ha ritenuto la questione “rilevante e non manifestamente infondata”.
Quest’ultimo ha rilevato, fra le altre, come il procedimento della mediazione non possa essere obbligatorio e oneroso, ma possa essere o obbligatorio o oneroso.
Il fatto di dover pagare cifre anche consistenti prima di poter agire in giudizio, configura oggettivamente un ostacolo al diritto di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti.
Nell’ordinanza del Trib. di Genova viene inoltre evidenziato che la tutela di determinati diritti (quali i diritti reali, ad esempio l’accertamento del diritto di proprietà di un bene immobile) può essere considerata completa sono qualora il provvedimento che statuisce al riguardo sia trascrivibile.
La mediazione al contrario, anche qualora risolvesse la controversia, non è trascrivibile presso la competente conservatoria dei registri immobiliari.
La parte che ha interesse, per completare la sua tutela, dovrebbe comunque rivolgersi all’autorità giudiziaria onde ottenere un provvedimento questa volta idoneo alla trascrizione.
In altri termini la mediazione, in determinate materie, sarebbe inidonea a risolvere in modo completo le controversie, e sarebbe comunque necessario in ricorso all’autorità Giudiziaria.
Tali aspetti, unitamente ad altri aventi contenuto più squisitamente tecnico, sono stati quindi rimessi al vaglio del Giudice delle Leggi, che, qualora aderisse alle tesi del Trib. di Genova, potrebbe dichiararne l’incostituzionalità e “annullare” l’istituto della mediazione.

Tullio Aggio

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