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Processo Concordia: agli atti “la pistola fumante” Cronaca

Grosseto – Terzo giorno di processo al Teatro Moderno di Grosseto. Sul banco degli imputati per il naufragio della Costa Concordia all’isola del Giglio, sempre il capitano Francesco Schettino. Il principale accusato è arrivato in aula in ritardo, intorno alle 11.00, mentre l’inizio dell’udienza era fissato per le 10.00. Durante la seconda giornata di processo, ieri, Schettino non si era presentato proprio, decidendo di affidare esclusivamente ai suoi legali di assistere alle deposizioni dei testimoni che hanno parlato in sua difesa.

Quando Schettino è arrivato, era già in corso la requisitoria del pubblico ministero grossetano Alessandro Leopizzi. Una requisitoria dura, nella quale non Leopizzi non ha esitato a definire più volte il capitano della Concordia come “un bugiardo”. Il 13 gennaio 2012 al Giglio non c’è stato nessun mistero. Le circostanze del naufragio sono chiare. In fondo, secondo Leopizzi, si è trattato di “un errore umano”. Non mancano, infatti, riprese video e registrazioni audio di quella tragica sera in cui persero la vita 32 persone. Agli atti “come direbbero gli americani, c’è la pistola fumante”.

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