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Processo Concordia: Schettino attacca la plancia Cronaca

Grosseto – Nuova puntata, non senza colpo di scena, per il processo per il naufragio della Costa Concordia al Teatro Moderno di Grosseto. La seduta d’aula è ripresa ieri, giovedì 11 dicembre, con al centro sempre il principale imputato, Francesco Schettino. L’ex capitano della nave naufragata il 13 gennaio 2012 di fronte all’isola del Giglio, ha riposto alle domande del pubblico ministero nella precedente seduta e stavolta ha dovuto affrontare gli avvocati di parte civile.

Schettino si è subito difeso ricordando di fronte alla corte maremmana che il timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin non comprese i suoi ordini prima dell’impatto contro gli scogli delle Scole. Il timoniere, ha spiegato l’exa capitano, non parlava italiano e perciò non comprese quello che gli stavano dicendo gli ufficiali in plancia. “Però capì come arrivare alla scialuppa”, ha sentanziato Schettino. Quanto al personale di bordo, il principale imputato per il naufragio ha spiegato come la lingua ufficiale della nave fosse l’italiano, ma anche come molti membri del personale (soprattutto asiatici e romeni) non la conoscessero e si facessero capire a gesti.

Ma è stata la giornata di oggi, venerdì 12 dicembre, a riservare il vero colpo di scena della nuova puntata del processo per il naufragio del Giglio. Ad un certo punto, infatti, Schettino si è spazientito. Ha alzato la voce ed ha risposto all’avvocato di parte civile Alessandra Guarini. “E’ stata colpa del team di plancia”, ha spiegato. “Se scendevano tutti quando sono arrivato io – ha proseguito l’ex capitano – sarebbe stato molto meglio”. In sostanza Schettino ha scaricato la colpa del naufragio del Giglio sui suoi ufficiali. “Non è possibile che degli ufficiali non manifestino al comandante che si andava su uno scoglio”, ha tuonato. “Tutti scienziati sono ora!”, ha concluso. Si tratta della prima volta che il capitano della Concordia perde la pazienza in aula. Nelle precedenti udienze, infatti, ha sempre mantenuto calma e sangue freddo di fronte alle domande degli avvocati ed alle molte accuse che gli sono rivolte.

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