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Processo Forteto, 17 anni e mezzo a Fiesoli, altri 15 collaboratori condannati Cronaca

Firenze – Rodolfo Fiesoli, fondatore della comunità Il Forteto del Mugello, è stato condannato a 17 anni e mezzo per le accuse di violenza sessuale e maltrattamenti messi in atto sugli ospiti della struttura. La struttura accoglieva i ragazzi in difficoltà inviatigli dal Tribunale dei minori.

Oltre al “profeta”, condannati anche altri importanti “pezzi” dei vertici della comunità:15 imputati su 23 a processo, tutti accusati di maltrattamenti, con pene tra 1 e 8 anni. Otto anni al braccio destro di Fiesoli, condanna a 8 anni per Luigi Goffredi, “ideologo” della comunità, e 7 a Daniela Tardani.

La struttura Il Forteto ha accolto per trent’anni i bambini in difficoltà che le venivano inviati dal Tribunale dei Minori. Il suo ruolo otteneneva plausi entusiasti e anche finanziamenti da parte delle amministrazioni locali, tant’è vero che la cooperativa agricola collegata è diventata un soggetto economico importante anche al di là dell’area in cui si trova. E sarà proprio la cooperativa a sborsare i cospicui risarcimenti decisi dal Tribunale.

In aula, per la lettura della sentenza da parte del presidente del collegio del tribunale Marco Bouchard, c’era anche il sindaco di Firenze Dario Nardella, in qualità di presidente della Città metropolitana, parte civile al processo.

“Con questa sentenza ritengo che sia stata fatta giustizia – è stato il commento del primo cittadino di Firenze – la Città metropolitana si sente soddisfatta. Tuttavia c’è poco da esultare perché la sentenza e il processo mettono a nudo una storia drammatica e ci fanno comprendere quanto può essere abominevole l’azione dell’uomo che usa i bei valori come la solidarietà, sfruttando la fiducia dei cittadini e delle Istituzioni”.
Conclude Nardella. “Da cittadino e da amministratore questa vicenda mi ha impressionato. Il primo pensiero va alle vittime e alle loro famiglie – ha continuato il sindaco – voglio ringraziare l’avvocatura della Città metropolitana per il lavoro encomiabile che ha fatto: si è costituita parte civile chiedendo un milione di danni, che faremo rivalere nella sede civile”.

Sulla travagliata vicenda interviene anche il presidente della Regione Enrico Rossi, che, oltre a rivolgere un sentito grazie alla magistratura per il lavoro svolto e per una sentenza “che segna un passaggio importante nella lunga e travagliata vicenda del Forteto, facendo luce sulle responsabilità che da tempo aspettavano di essere chiarite”, ricorda che la Toscana si è costituita “tempestivamente parte civile, proprio per dare un sostegno alle vittime e chiedendo il risarcimento del danno all’immagine subìto a causa dei danni ipotizzati. Certo tutto questo non può cancellare l’amarezza per una vicenda così dolorosa, causa di sofferenza per tante persone”. A questo proposito, ricorda il presidente, la Regione ha attivato e chiuso poche settimane fa un bando per sostenere e ridare autonomia a minori e giovani usciti dal Forteto.

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