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Uso di prodotti fitosanitari in Toscana: illeciti penali ed amministrativi Ambiente, Breaking news, Cronaca

Firenze – I controlli hanno interessato l’intera filiera, in ambito agricolo ed extra-agricolo, dai rivenditori agli utilizzatori di prodotti fitosanitari presenti nella nostra regione, verificando il rispetto della normativa europea, nazionale e regionale dalla distribuzione all’utilizzo del prodotto fitosanitario.

L’attività di controllo in questo settore è di particolare importanza in quanto non solo tende alla protezione dell’ambiente ma soprattutto alla tutela della salute. I fitofarmaci, infatti, se non correttamente utilizzati, finiscono nella catena alimentare e possono potenzialmente creare problemi alla salute umana.

Complessivamente, nel periodo in esame, sono stati effettuati 108 controlli, di cui 44 hanno avuto esito irregolare. In totale sono state elevate 72 sanzioni amministrative, per un importo complessivo di oltre 57.000 €, 5 sanzioni penali con susseguenti comunicazioni all’Autorità Giudiziaria (A.G.) e, in tre casi, si è provveduto al sequestro di prodotti fitosanitari.

I sopralluoghi presso le aziende agricole utilizzatrici di prodotti fitosanitari sono stati mirati a verificare:

  • il possesso del certificato di abilitazione all’acquisto e all’utilizzo dei prodotti fitosanitari;
  • la corretta registrazione dei trattamenti effettuati;
  • documentazione di acquisto;
  • il corretto stoccaggio;
  • il rispetto delle prescrizioni indicate in etichettatura;
  • la validità dell’autorizzazione del prodotto fitosanitario rilasciata dal Ministero della Salute;
  • la corretta gestione ai sensi di legge dei rifiuti derivanti dai prodotti fitosanitari.

Gli illeciti penali hanno riguardato, in particolare, la detenzione illegale di prodotti fitosanitari scaduti (quelli con autorizzazione scaduta, non rinnovata e con tempo di smaltimento scorte esaurito), considerati rifiuti speciali pericolosi ai sensi della normativa vigente.

Gli illeciti amministrativi riscontrati in ambito agricolo hanno riguardato:

  • il mancato rispetto delle prescrizioni riportate nell’etichettatura;
  • l’utilizzo di diserbanti a distanze da stagni, fiumi e lagune inferiori a quelle previste per legge;
  • la conservazione dei prodotti in locali o armadi non idonei e non chiusi a chiave;
  • la vendita di prodotti fitosanitari tossici/nocivi omettendo la verifica dell’identità e dell’abilitazione dell’acquirente;
  • l’acquisto di prodotti fitosanitari senza aver conseguito il certificato di abilitazione;
  • l’omessa detenzione oppure irregolare compilazione del registro dei trattamenti nelle aziende agricole;
  • l’omessa comunicazione dei dati annuali di vendita al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;
  • l’omessa detenzione del registro di carico/scarico dei rifiuti aziendali.

I controlli in ambito extra-agricolo sono stati realizzati in aree pubbliche, accessibili a persone di tutte le età (parchi e giardini pubblici, campi sportivi, scarpate stradali, fasce di rispetto delle linee ferroviarie, ecc.). Particolare attenzione è stata riservata alla verifica dei trattamenti effettuati con il “Glyphosate”, noto diserbante ad azione sistemica non selettivo, largamente utilizzato in ambito extra-agricolo nei casi in cui è necessario un diserbo totale dell’area senza distinzione tra piante utili e dannose.

Il Corpo Forestale dello Stato, in particolare, ha accertato una serie di illeciti amministrativi in ambito extra-agricolo:

  • l’esecuzione di trattamenti con prodotti a base di Glyphosate in assenza del previsto nulla osta sanitario di competenza dell’Azienda U.S.L.;
  • l’esecuzione di trattamenti in violazione di specifiche ordinanze comunali di divieto in zone particolari;
  • l’utilizzo di diserbanti in area non consentita (ad esempio in corrispondenza di sponde di corsi d’acqua).
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