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Produzione olio d’oliva devastata da cambiamento climatico: -35% Economia

Roma – Allarme raddoppio prezzi e contraffazione olio di oliva italiano sul New York Times, per la drammatica riduzione della produzione in Italia. Gli olivi sono stati colpiti da troppe avversità, collegate soprattutto agli effetti del cambiamento climatico: piogge eccessive, grandinate, alluvioni. In questo quadro la mosca dell’olivo Bactrocera oleae ha fatto strage di olive. Centinaia di aziende, anche in Toscana, a raccolto zero. Rischia di aggravarsi, anche per Coldiretti, l’annoso problema della contraffazione dell’olio Made in italy.

Non c’è da stupirsi se un articolo del New York Times, raccogliendo le testimonianze di alcuni imprenditori agricoli toscani, definisce l’annata dell’olio 2014 “annus horriblis”.  La produzione di olio di oliva nelle regioni a vocazione olivicola, che fanno la produzione nazionale, è calata a circa 300mila tonnellate, con una diminuzione del 35%. Considerato che l’Italia è il maggior importatore mondiale di olio di oliva, Coldiretti mette in guardia, anche in questa circostanza, i consumatori dalle ormai note frequenti contraffazioni: “in una stagione in cui si registra un drammatico calo del 35% della produzione di olio di oliva Made in Italy – spiega in una nota l’organizzazione agricola – è importante fermare quello di carta che alimenta le frodi a danno dei produttori e dei consumatori”.  Anche il NYT spiega che  “la scarsità di olio d’oliva interesserà l’intera catena di produzione, dai frantoi agli esportatori, alimentando le preoccupazioni circa le frodi e le sofisticazioni che rischiano di colpire un business del valore di circa 2,5 miliardi dollari per l’Italia”.  L’Italia – precisa Coldiretti – può contare su un patrimonio di circa 250 milioni di piante su 1,1 milioni di ettari di terreno con un fatturato del settore stimato in 2 miliardi di euro ed un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative.

Altra conseguenza della devastazione delle olive è l’aumento del prezzo dell’olio. I prezzi delle olive per fare olio di oliva italiano è raddopiato rispetto al 2013:  “Il prezzo delle materie prime per l’olio extravergine di oliva italiano è raddoppiato rispetto allo scorso anno, quindi “prevediamo un aumento significativo dei prezzi a partire dal prossimo febbraio o marzo” ha spiegato Lou Di Palo al NYT, proprietario dello storico negozio ‘Di Palo’s Fine Foods’, a New York”.

Il NYT riporta la testimonianza  di Federico Dufour e Gerardo Condi, imprenditori agricoli di Calenzano (FI) . Dufour ha visto il suo raccolto devastato dalla mosca dell’olivo (le Bactrocera oleae). Gerardo Gondi, uno dei produttori intervistato da NYT, la cui famiglia produce olio nella tenuta la Fattoria di Volmiano (Calenzano, FI) da 4 secoli, ha detto che “più di 18mila olivi quest’anno non hanno prodotto una sola oliva utilizzabile e che mentre nel 2013 il frantoio della tenuta, con un mulino a pietra tradizionale, utilizzato anche localmente dai contadini, ha processato 20mila chili di olive al giorno per due mesi, quest’anno ha trasformato forse 20mila chili di olive per per tutta la stagione.”

Il consiglio di Coldiretti è quello di guardare con piu’ attenzione le etichette ed acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica.

L’articolo  del New York Times: Amid Bugs, Hail, Floods and Bacteria, Italian Olives Take a Beating

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