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Prof prima trasferito e poi “annullato”: “Nessuno mi ha detto perché” Cronaca

Firenze – Una vicenda squisitamente kafkiana, ma che purtroppo va ad incidere sulla carne viva di un cittadino, un professore di origini salernitane che da un anno insegna nella nostra città e che ha chiesto di essere trasferito ad insegnare, anche in seguito a insorti problemi di salute, in un luogo più vicino alla città d’origine, originando una serie di inesplicabili accadimenti.

Partiamo dall’inizio.  Ad aprile 2018 il protagonista di questa storia, il professor Roberto Vincenzo Cambio, docente di ruolo sulla cattedra A046 (scienze giuridiche-economiche) presso l’Istituto Elsa Morante di Firenze, partecipa  alla mobilità anno scolastico 2018/19 per il personale docente, educativo ed ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario) della scuola, mobilità regolata dal contratto collettivo nazionale integrativo. Il professore precisa a Stamp che, per l’anno scolastico 2018/2019, è stato sottoscritto, in via definitiva, il 7 marzo 2018, l’accordo che proroga la validità del CCNI Contratto Collettivo Nazionale Integrativo) 2017/2018.

I passaggi sono quelli previsti in questi casi. Il 22 aprile 2018, il nostro protagonista inserisce dunque la domanda di mobilità nella piattaforma telematica del ministero dell’istruzione e riceve, il 24 maggio successivo, la notifica di convalida della domanda di trasferimento per l’anno 2018/2019 da parte dell’Usp (Ufficio scolastico provinciale) di Firenze, tramite mail.

“In pratica – spiega il docente – la notifica di convalida significa che l’amministrazione del MIUR, competente territorialmente, nel caso specifico l’USP di Firenze, ha esaminato la mia domanda di trasferimento e ha riscontrato la regolarità formale e sostanziale per cui la convalida per la successiva elaborazione telematica dei trasferimenti a livello interprovinciale, nel mio caso”. E il 13 luglio 2018 accade ciò che è nei fatti: con la pubblicazione dei risultati della procedura di mobilità dell’anno 2018/2019, il professore risulta trasferito a Potenza “ambito Basilicata 002”.

Un iter senza incidenti di sorta. Ma da questo punto in poi, qualcosa cambia. Intanto, il 17 luglio scorso, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Basilicata (Ufficio III – Ambito Potenza) provvede alla nomina dell’assegnazione della scuola di servizio per l’anno scolastico 2018/19, tant’è vero che il nostro docente, sempre più convinto di avere ormai un trasferimento sicuro, fa dei passi per quanto riguarda il mezzo di trasporto e l’abitazione futura. Ed ecco l’imponderabile: il 26 luglio 2018 sul solito sito del solito USP viene pubblicato un provvedimento di rettifica del trasferimento da parte dell’Ufficio scolastico Regionale per la Toscana, Ufficio V ambito Firenze. Di fatto, l’annullamento del trasferimento, un provvedimento che  cancella “tutto”. Tutto cosa? “Il trasferimento da loro eseguito e convalidato nelle precedenti fasi di verifica effettuati”, sottolinea l’allora sbigottito professore. Ci saranno delle motivazioni, come sorge spontaneo pensare. Stando all’oggi, nessuna, denuncia Cambio. O perlomeno, nessuna nota.

“Considerando lo svolgimento dell’intera vicenda – commenta il docente – ho subito dubitato seriamente e a mio avviso motivatamente, della legittimità del suddetto provvedimento”.

Tant’è vero che il nostro protagonista presenta, nei termini previsti da legge, istanza di conciliazione. L’istanza, che perviene all’Usp i primissimi di agosto, viene fissata il giorno 30 agosto 2018, “solo un giorno prima – sottolinea il professor Cambio – del termine dell’anno scolastico 2017/18 e dell’inizio del nuovo a.s. 2018/19”. Una seduta di conciliazione che, ricorda il professore, si svolge “in modo irrituale, dopo un’attesa lunghissima agli uffici di via Mannelli, con due accessi mentre per legge tutto deve essere “sbrigato” in una sola volta”. A questo punto, il professore decide di ricorrere all’assistenza di un legale. In ogni modo, ad ora, la “sostanza” non cambia: il nostro protagonista deve rifare le valige e tornare alla sua sede primaria, vale a dire a Firenze. E anche in fretta.

Una vittima di una macchina senz’anima, il moloch burocratico che inghiotte e tritura esistenze e aspirazioni senza niente concedere all’umanità ? E’ proprio così che il nostro insegnante si sente. “Risulto “vittima” di un processo  decisionale privo di una motivazione giuridicamente valida che ha decretato l’annullamento di un trasferimento già eseguito e convalidato dalla procedura di mobilità gestita direttamente dal MIUR”, è la sua conclusione.

Ad ora, la vicenda prosegue con una richiesta, fatta via telefono dal momento che in quei giorni il sistema dell’Ufficio non rispondeva, il 26 settembre, cui segue, l’8 ottobre una mail di sollecito  all’Ufficio regionale per avere un colloquio in merito con un responsabile dell’ufficio stesso. Ma ancora, nessuna risposta.

 

 

 

 

 

 

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