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Professioni: i notai a congresso discutono su nuove società e terzo settore Economia

Prato – Si terrà  a Viareggio dal 21 al 22 settembre presso il Grand Hotel Principe di Piemonte, il  XIII congresso annuale organizzato dal Comitato Regionale Notarile Toscano, dal titolo “Le nuove società e gli enti del Terzo Settore: istruzioni per l’uso.” Due giornate saranno dedicate ai nuovi tipi di società, mentre l’ultima al terzo settore.

Si comincia venerdì con la sessione dedicata ai nuovi tipi societari moderata dal notaio Massimo Palazzo, Consigliere Nazionale del Notariato, con gli interventi del professor Niccolò Abriani, Ordinario di diritto commerciale presso l’Università  degli Studi di Firenze, dei notai Carmelo Di Marco e Francesco Cirianni, di Antonio Ruotolo, Componente dell’Ufficio Studi del Consiglio Nazionale del Notariato e del notaio Giuseppe Antonio Trimarchi, professore Associato di diritto fallimentare presso l’Università  Telematica Pegaso.

Nel pomeriggio si terrà la tavola rotonda sulle società tra professionisti che sarà moderata  dal caporedattore centrale Sole 24 Ore e conduttore di Radio 24 Mauro Meazza e che prevede gli interventi non solo di notai ma anche di rappresentanti di altre professioni.  Il convegno si concluderà  sabato con la terza sessione moderata dal notaio Francesco Giambattista Nardone, Consigliere Cassa Nazionale del Notariato con gli interventi del professore di Diritto privato presso l’Università  Cattolica del Sacro Cuore di Milano Giulio Ponzanelli, del Consigliere Nazionale del Notariato Gianluca Abbate, dei notai Nicola Riccardelli, Simone Ghinassi e Andrea Venturini.

Ne parliamo con il Presidente del Comitato Regionale Toscano, notaio Giuseppe Mattera, che ha spiegato l’importanza del convegno (le iscrizioni hanno già  registrato  il tutto esaurito), -volto a fornire soluzioni operative, ovvero istruzioni per l’uso a chi, come i notai, sono chiamati ad applicare norme tra loro spesso non coerenti ed anzi in conflitto assumendosi la responsabilità di scelte interpretative difficili e che lo espongono a gravi rischi sul piano delle responsabilità disciplinare e civile”.

“Questi ultimi anni, – continua Mattera, – hanno visto una intensa attività legislativa che, in modo non organico o coerente, ha introdotto nuovi tipi di società ciascuno dei quali dotato di una disciplina peculiare che spesso deroga ai principi contenuti nel codice civile, nell’intento di far fronte ai bisogni di una società ed una economia in continua e sempre più rapida evoluzione.

Si pensi alle società benefit che integrano nel proprio oggetto sociale, oltre agli obiettivi di profitto, lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sulla biosfera. Non si tratta di imprese sociali o di una evoluzione del non profit, ma di una trasformazione dello stesso modello di impresa”.

“Accanto ad esse – dice ancora  il notaio  – troviamo le imprese sociali, termine con il quale vengono indicati quegli enti che esercitano in forma stabile e principale una o più delle attività di interesse generale in forma d’impresa, senza scopo di lucro, per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e che si stanno ritagliando una spazio sempre più importante all’interno dell’economia italiana.

Si pensi ancora alle PMI che costituiscono di fatto la stragrande maggioranza delle società a responsabilità limitata operanti in Italia ed alle quali il legislatore ha esteso la disciplina un tempo limitata alle sole start up innovative ed ha previsto una serie di deroghe alla disciplina ordinaria concedendo alle stesse una serie di opportunità, in precedenza riservate al modello spa, che riguardano tanto il piano organizzativo che quello del finanziamento dell’impresa e della circolazione delle partecipazioni.”

In sintesi, ha poi concluso il notaio  Mattera  – quello che si aprirà a Viareggio sarà un convegno che non si limiterà all’esposizione delle nuove norme ma cercherà anche i motivi fondanti di una produzione legislativa ispirata non più ad una visione organica dell’ordinamento ma piuttosto ad una visione nella quale i principi generali cedono il passo a discipline di settore create per rispondere agli interessi di singoli gruppi o formazioni sociali.”

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