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Profughi a Poggio alla Croce: l’accoglienza della comunità Notizie dalla toscana

Greve in Chianti – “All’arrivo dei nuovi richiedenti asilo i cittadini di Poggio alla Croce devono poter rispondere con la sensibilità di una comunità accogliente e tollerante, come del resto è nella natura più profonda del popolo italiano, mettendo in campo la forza del dialogo, allontanando al contrario sentimenti negativi tra cui la paura, seppur comprensibile, e il rifiuto”. Don Martin Bakole Katala della Parrocchia di Poggio alla Croce, frazione posta sul confine tra Greve in Chianti e Figline e Incisa Valdarno, lo dice a chiare lettere e rinnova l’invito alle duecento persone, presenti ieri sera all’incontro organizzato dalle amministrazioni comunali nei locali della pizzeria della Società di Mutuo Soccorso, di pensare e agire da cittadini attivi favorendo e promuovendo l’integrazione in modo costruttivo e propositivo.

L’apertura del nuovo Centro di accoglienza di Villa Viviana, gestito dalla Cooperativa Cristoforo, incaricata dalla Prefettura di Firenze che sostiene finanziariamente il progetto e l’intervento, è il tema intorno al quale i sindaci Paolo Sottani di Greve in Chianti e Giulia Mugnai di Figline e Incisa Valdarno hanno sostenuto il dibattito e si sono confrontati con le famiglie di Poggio alla Croce. All’iniziativa erano presenti anche gli assessori alle Politiche per l’integrazione Maria Grazia Esposito e Ottavia Meazzini.

In molti, tra i cittadini presenti all’assemblea, hanno risposto positivamente all’esortazione del parroco congolese che ha invocato il tema della partecipazione alla vita di comunità come veicolo di pace e alla volontà, comune e condivisa dei sindaci, disposti ad affrontare e gestire insieme attraverso la rete della collaborazione tra istituzioni, parrocchia, cooperativa e terzo settore, l’insediamento e la permanenza temporanea dei rifugiati. “La conoscenza e l’informazione – hanno dichiarato i primi cittadini – sono gli strumenti migliori per costruire un approccio responsabile, consapevole, pacifico. Siamo chiamati a rispondere ad un’emergenza umanitaria di portata internazionale. Abbiamo iniziato questo percorso insieme e continuiamo a farlo, nel rispetto delle esigenze del nostro territorio e al fianco dei cittadini, garantendo presenza, ruolo di supporto e interventi di mediazione con l’obiettivo di attivare, stimolare e monitorare la realizzazione di specifici progetti di integrazione con il coinvolgimento del tessuto associativo e della preziosa risorsa del volontariato locale”. L’intervento degli operatori della Cooperativa Cristoforo si è rivelato particolarmente utile al dibattito. In particolare sono stati il vicepresidente Giovanni Massini e la Coordinatrice del progetto accoglienza migranti Romina Raspini a sciogliere dubbi e rispondere alle necessità dei cittadini che chiedevano di essere informati puntualmente sulle attività programmate per gli ospiti.

 

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