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Progetto Diocesi di Prato, Fondazione Cassa di risparmio e Bcc per le imprese giovani Cronaca

 È la nuova promozione pratese che vede come protagonisti la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e il Credito cooperativo Area pratese a favore del Fondo Santo Stefano. Un fondo di garanzia – progetto voluto dalla Diocesi di Prato e dalla Fondazione che ci ha investito oltre mezzo milione di euro – che serve a finanziare start-up di giovani imprese creative.  Idee per il rilancio del distretto che adesso anche i comuni cittadini sono chiamati a sostenere. Come? “È possibile aprire presso uno degli sportelli di Bcc area pratese un conto corrente vincolato, destinando una certa somma a favore del progetto" – riferisce Maurizio Nardi, presidente dell’Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti) pratese, promotore del Fondo Santo Stefano assieme agli altri partner -. “Le somme depositate non riceveranno remunerazioni di interessi. Alla fine del vincolo, si riavrà indietro il capitale, decurtato eventualmente, in percentuale, dalle sofferenze nate dai progetti finanziati”.

Un sostegno solidale e un investimento importante a favore della città, insomma. Chiunque voglia partecipare al progetto può versare anche una piccola cifra: la Fondazione raddoppierà la somma, moltiplicando così la cifra investita; la Bcc (Banca credito cooperativo) di seguito garantirà ancora il doppio; anzi – fra 18 mesi – tre volte tanto, ai giovani che presentano progetti creativi e innovativi per la città di Prato. Ed ecco che si torna l’esempio dell’inizio dei 100 euro versati ai 600 fruttati per il territorio. Nato a maggio scorso per il sostegno finanziario a nuove idee imprenditoriali che rilancino l’economia della provincia tessile, il Fondo, su cui il Vescovo Gastone Simoni ha creduto molto, è dedicato al patrono pratese. I progetti presentati fino a oggi sono stati quasi 400. Di questi solo 10 sono stati selezionati per l’approvazione del Fondo. E solo cinque sono stati i primi approvati nella prima infornata: una laboratorio per accessori di abbigliamento, una birreria, un market di prodotti a chilometri zero, un gelataio e una parrucchiera. Età media degli imprenditori: trentacinque anni.
 

Foto: www.rete.comuni-italiani.it

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