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Progetto NEET: secondo appuntamento a Prato Notizie dalla toscana

Prato – Secondo incontro questa mattina a Officina Giovani per Youth Guarantee scheme, il progetto di rete che ha raccolto finora 40 partner e che punta a creare un modello d’intervento per i NEET, giovani tra i 18 e i 25 anni che non studiano e non lavorano. Il vice presidente della Provincia Emiliano Citarella e l’assessore del Comune di Prato Simone Mangani hanno aperto il confronto. Sul tavolo l’accordo di rete fra tutti i soggetti, pubblici e privati, e le azioni concrete per intercettare i NEET, che nel nostro territorio sarebbero quasi cinquemila, per poi intervenire con una sperimentazione che ne coinvolgerà una sessantina.

“Con questo progetto vogliamo dare vita a un percorso molto concreto per agire in un contesto complesso come quello pratese che, soprattutto per i giovani senza titolo di studio, rischia di diventare una trappola – ha detto Citarella – Anzitutto la Provincia ha in progetto di integrare tutte e banche dati disponibili e creare un data base del sociale che sia aggiornato da tutti i soggetti. Quindi è necessario intercettare chi è in difficoltà e utilizzare strumenti adeguati perché possa uscire dalla condizione di NEET e tornare ad essere cittadino attivo. Il primo strumento è senz’altro la rete, istituzioni, scuole, associazioni, imprese e sindacati che insieme sperimentino sul campo modelli di azione”.

“Negli ultimi anni le politiche giovanili sono state scambiate con quelle dello spettacolo e dell’intrattenimento. Al contrario i giovani hanno bisogno di interventi in campo sociale, culturale educativo e del lavoro – ha aggiunto Mangani – E per cominciare noi mettiamo a disposizione lo spazio per lavorare su questi temi. Officina Giovani, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, dovrà essere il cuore delle politiche giovanili e da subito sarà parte integrante della rete per il progetto sui NEET”.

Del Campo ha poi chiarito come la rilevazioni realizzata attraverso l’incrocio delle banche dati ha fornito uno strumento prezioso, in quanto segue i percorsi dei giovani attraverso il loro codice fiscale e rappresenta dunque una fotografia reale della situazione. “I quasi cinquemila NEET che abbiamo calcolato, scendono a 2.500 se scegliamo solo coloro che sono completamente inattivi da un anno. Questo è lo zoccolo duro su cui dobbiamo concentrarci”, ha concluso.

Il primo passo della costruzione di un partenariato che faccia da rete per sperimentare modelli di intervento è stato fatto coinvolgendo i 40 partner, oltre alla Provincia di Prato e al Centro per l’impiego, ci sono tutti i Comuni del territorio, le scuole superiori, le associazioni di categoria, culturali, di partecipazione, educative e i soggetti del terzo settore.

Il progetto, finanziato dalla Commissione europea con 205 mila euro complessivi, si chiama “Establishing a partnership to set up a Youth Guarantee scheme in Tuscany” ed è attivo a Prato, Livorno e Massa Carrara. Si basa sulla promozione dell’integrazione dei servizi per inclusione lavorativa, educazione e formazione attraverso la condivisione di responsabilità degli attori locali. Fra l’altro per costruire e sperimentare un modello d’intervento che migliori le opportunità di accesso al mercato del lavoro o riavvii percorsi formativi o educativi è stata scelta Prato quale territorio caratterizzato da una situazione di ‘crisi industriale complessa’ e da un’elevata incidenza della disoccupazione giovanile. Lo schema di garanzia per i giovani vede come capofila la Regione Toscana che ha già al suo attivo gli interventi per l’occupazione di Giovanisì.

IL PROGETTO – Prevede di coinvolgere inizialmente 60 giovani con i quali realizzare un’analisi dei bisogni. Per 40 di loro saranno realizzati programmi personalizzati di sviluppo e di uscita dalla situazione di inattività e per 20 attività di assistenza e accompagnamento alla realizzazione del progetto personalizzato. Ma a tutti i giovani segnalati dal date base sarà comunque offerto un servizio di orientamento per ricostruire un percorso individuale.

NEET, QUANTI SONO A PRATO – Non esiste una banca dati ufficiale dei giovani NEET, in generale le banche dati disponibili rilevano infatti i giovani che studiano e quelli che lavorano e il numero dei NEET emerge come residuo. La Provincia di Prato ha però creato un proprio data base dei probabili NEET residenti nel territorio, incrociando gli archivi dell’Osservatorio scolastico, le comunicazioni al Centro per l’Impiego, il data-base regionale sulla formazione professionale, gli studenti iscritti all’Università di Firenze e i giovani che hanno sostenuto il primo colloquio di orientamento nell’ambito di ‘Garanzia Giovani’. Il data base sui nati nel decennio 1989-1998 conta (al 30 giugno 2014) 4.842 giovani NEED, un numero sostanzialmente in linea con la media regionale, anche se alcuni di questi potrebbero lavorare all’estero, essere iscritti ad altre Università, lavorare in proprio o anche cercare lavoro non utilizzando i canali ‘ufficiali’. Fra questi i maschi sono leggermente superiori alle femmine (52%), il 75% sono italiani, il 13% cinesi e il 12% stranieri di altri paesi. La stragrande maggioranza ha fra i 20 e i 25 anni (70%) e oltre la metà (55%) non ha nemmeno una qualifica professionale. Oltre il 70% non ha frequentato nessun corso di formazione negli ultimi 3 anni, praticamente nessuno (96%) ha lavorato neanche un giorno negli ultimi 6 mesi e un numero davvero esiguo, neanche il 10%, risulta in carico a Garanzia Giovani. Più della metà inoltre è classificabile come NEET da oltre un anno e il fattore tempo gioca un ruolo fondamentale. Se si scelgono solo i giovani completamente inattivi da un anno il numero dei NEET scende a 2.500, ma fra questi il 70% non è diplomato e gli stranieri superano il 30%.

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