energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

Progetto San Salvi, spazio multifunzionale per una nuova cittadinanza Cronaca

Firenze –Presentazione dei risultati “finali” del Progetto San Salvi, oggi, a Villa Arrivabene, sede del Quartiere 2 con la presenza del presidente di Quartiere Michele Pierguidi. Al tavolo, il coordinatore del progetto Iacopo Ghelli e il professor Giovanni Allegretti, uno dei due componenti dell’App toscana. Ma la presenza che si fa sentire sono loro, i cittadini. Pochi, una ventina, ma sono solo la rappresentanza di quelle centinaia di persone che hanno partecipato, discusso, organizzato un percorso che ha prodotto uno dei progetti più complessi, articolati e calati sul territorio che siano mai stati proposti per una delle aree più difficili ma anche più affascinanti della città.

La difficoltà, di fronte a un’area che comprende 32 ha. circa più una quarantina di strutture immobiliari fra cui gli edifici dell’ex-ospedale psichiatrico di San Salvi, è anche quella di ricomporre le molte differenze che abitano l’area. Dalle scuole (tre, fra cui un’elementare e una professionale) all’Università, agli edifici dell’Asl, agli “orti occupati” dagli studenti di agraria che hanno dato vita a una straordinaria esperienza di agricoltura biologica integrata, fino a villa Panico e ai Chille della Balanza, dentro l’area esiste un’articolazione estrema di interessi ed attività che potrebbero potenzialmente entrare in conflitto. Invece no, i cittadini del Coordinamento San Salvi sono riusciti, nei sei mesi di progettazione e discussioni attraverso moduli precisi di “organizzazione” della partecipazione (derivanti dalla stessa legge 46/2013 che disciplina le forme partecipative di gruppi di cittadini e enti pubblici nei loro percorsi e che istituì l’App, autorità per la partecipazione presso la Regione)  a trovare una coll0cazione e valorizzazione di tutti questi protagonisti della vita attuale dell’area. Straordinaria e da sottolineare la massa di persone che sono ruotate attorno a questi incontri e discussioni: se la partecipazione alle assemblee ha normalmente superato le 100 persone, prescindendo dalle tremila firme raccolte alla partenza, attorno al nocciolo duro si calcola che siano girate informazioni e idee di almeno altre 400 persone, il che significa un andamento a cerchi concentrici che partendo dal nucleo attivo è arrivato fino ad almeno 2mila persone. 

san salviAndando al progetto, si presenta suddiviso, per comodità di sintesi, in otto temi: la piazza a nord, accessi e attraversamenti, il cuore centrale, salute è benessere, università, il laboratorio delle alternative, una casa per tutti, il parco dell’ecologia urbana. Per ogni tema le proposte sono specifiche, con indicazione anche degli eventuali possibili finanziamenti. Così, prende piede un polo dell’artigianato, collegato per coerenza a uno dei pochi attraversamenti in cui è consentito alle auto di giungere dentro San Salvi, mentre il “cuore centrale” del parco è letto in previsione di attività artistiche (specifica importanza il ruolo della compagnia teatrale “storica” del luogo, i “Chille de la Balanza”) ma anche spazi per l’arteterapia, per il museoo e la l’archivio dell’ex-manicomio,  e via dicendo, fino a un centro per il benessere fisico e spirituale. Bene, i parcheggi? Uno e uno solo, nell’area davanti all’Istituto Alberghiero Saffi, di cui era presente un dirigente, pronto ad assicurare il massimo sostegno al progetto, e pronto anche a rilanciare l’idea di uno spazio dove inserire le biblioteche unificate dei tre istituti scolastici dell’area, “migliaia di volumi – precisa – che attualmente non possono essere consultati perché in alcune scuole sono venute a mancare le strutture”.

Certo, lo spazio sarebbe quello di Villa Panico, che, come sottolinea in prima battuta Ghelli, sarebbe un ottimo riferimento, attraverso l’autorecupero, per la messa a disposizione del pubblico della biblioteca anarchica che si trova fra le sue mura, attualmente (l’intero stabile) oggetto di occupazione. Idea brillante, in quanto se l’esistenza di una biblioteca anarchica fosse comprovata, sarebbe una possibilità speciale quella di poterla consultare da parte di studiosi, laureandi ma anche semplici interessati.

ssMa le possibilità di sinergie e solidarietà virtuose non si fermano qui. Ad esempio, partendo dall’esperienza degli orti occupati e della coltivazione bio, perché non fare entrare in un grande circuito virtuoso gli studenti di agraria, quelli del Saffi, le mense scolastiche e perché no, un’esperienza assolutamente formativa come quella di una fattoria didattica, ancora più preziosa per la presenza della scuola elementare. O, per quanto riguarda il blocco 33-34-35-37, dal momento che nel Pue 2007 vi si prevede la presenza di abitazioni, perché non pensare al social housing con forme di cohousing che contribuiscano ad alleviare almeno in parte il disagio abitativo, oltre a mettere in piedi anche residenze studentesche. Una sperimentazione dunque che vada nel senso delle grandi città europee, che vedono ad esempio una grande diffusione del cosiddetto cohousing intergenerazionale.

Così, fra progetti specifici e generali, che presentano tuttavia una grande capacità di valutazione concreta delle possibilità di attuazione, fra cui anche la previsione di una sorta di affitto della spuerficie utile di alcune strutture che potrebbero dare ristoro finanziario ad esempio all’Asl, uno dei grandi soggetti proprietari dell’area, il senso dell’intera progettazione la dà un cittadino, che sottolinea l’aspetto sperimentale del percorso, innovativo a teso a dar luogo a un nuovo concetto di cittadinanza ma anche di uso dello spazio e di idea di vivere la città. Un senso del corale declinato anche a livello di economia sociale che rappresenta un vero profilo innovativo del progetto.

Un percorso dunque che ha permesso di mettere nero su bianco una progettazione che si occupa in modo organizzato e preciso di tutta l’area. Ma ora? Qual’è il prossimo passo? E come si comporteranno le istituzioni? “Da un lato, abbiamo ottenuto un “allungamento” di un altro mese e mezzo, che dovrebbe consentire alle istituzioni di prendere visione e interloquire con le proposte avanzate – dice Ghelli – ma se non riusciremo ad arrivare al confronto, all’inizio del prossimo autunno ci sarà un’iniziativa che dovrebbe portare l’attenzione sui prcorsi partecipativi, produttori di proposte, che non hanno ancora ricevuto risposta”. Spiega Giovanni Allegretti, dell’APP: “Ci sono alcuni progetti che, in base ad un accordo preventivo, devono avere un confronto con le istituzioni una volta terminati. In questo caso, manca questo accordo a livello particolare (a livello generale l’accordo c’è, e consiste nel prendere in considerazione ciò che è stato partorito dai percorsi di partecipazione svolti secondo le modalità e l’assistenza dell’APP)”. Ciò non significa tuttavia che non ci sia la possibilità di andare al confronto con le istituzioni, al di là di ogni disposizione o accordo, tenendo conto da un lato dell’ottima qualità del progetto, dall’altro del forte significato politico che possiede un progetto condiviso da una grande parte dei cittadini. Da segnalare anche la presenza dell‘ingegner Meucci, in rappresentanza dell’Asl, latore anche di saluti al coordinamento dei cittadini da parte del direttore generale e dell’assessore Saccardi, a sottolineare la grande attenzione e la sostanziale positività con cui i soggetti presenti nell’area guardano al percorso messo in campo dai cittadini.

 

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »