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Progetto sperimentale per riciclare le capsule di caffè al Comune di Porcari Ambiente

Le capsule usa e getta per le macchinette del caffè, anche conosciute come cialde, nell’ultimo decennio, complice anche la pubblicità sulle emittenti private, dove vengono fornite in abbinamento a materassi o pentole, si sono diffuse in una maniera impressionante, a discapito delle miscele in polvere. Non solo le troviamo in molte case degli italiani ma soprattutto in uffici pubblici, ditte, associazioni  e altro. Eppure queste capsule risultano essere un grave problema per il loro impatto su l’ambiente, in quanto il loro smaltimento è piuttosto complicato. Per sottrarre dallo smaltimento ordinario le capsule del caffè puntando a garantire una riduzione dell'impatto ambientale attraverso la riciclabilità ed il recupero dei fondi del caffè, è partito un progetto realizzato dall'Università Federico II di Napoli in collaborazione con l'Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari. Tra i partner del progetto, assieme ad altri due comuni italiani, è stato chiamato il Comune di Capannori, in provincia di Lucca. Al momento, spiega Altroconsumo, la direttiva europea non riconosce le capsule per il caffè usa e getta come riciclabili perciò, anche se sono fatte in plastica con pellicola in alluminio, non possono essere smaltite nella raccolta differenziata. Inoltre, non si possono riutilizzare perché ogni volta che si fa il caffè la pellicola di alluminio si buca e non si potrebbero quindi richiudere. In generale, dunque, Altroconsumo avverte che ''nessuna capsula è amica dell'ambiente: inquinano lungo tutto il ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento''. In attesa, però di vedere i primi risultati, Altroconsumo consiglia, a chi intende fare una vera scelta ecologica, “di evitare le capsule e preferire il caffè in polvere, sia che si utilizzi con la moka, sia che si usi una macchina per l'espresso”.

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