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Pronto Soccorso Santa Maria Nuova, balzo nuovi malati, da 60 a 100 al giorno Breaking news, Cronaca

Firenze – Una situaizne nuova e in controtendenza, quella che stavivendo in questo periodo il pronto soccorso dell’ospedale di Santa Maria Nuova, secondo quanto spiega Giancarlo Landini, presidente della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus di Firenze. “Stiamo assistendo a un fenomeno in controtendenza e inaspettato. Gli accessi al pronto soccorso sono aumentati, in confronto allo stesso periodo di inizio estate degli anni precedenti al Covid. C’è un arrivo maggiore di pazienti. Un incremento del 20-25% rispetto a prima della pandemia e anche del 50-70% rapportato al Covid. Al pronto soccorso di Santa Maria Nuova di Firenze avevamo in media circa 60 nuovi malati al giorno, nell’ultimo periodo sono quasi 80-100. Questo è sempre stato, tendenzialmente, un periodo di minore afflusso a causa delle ferie e delle attività ridotte in città. Ora invece viviamo un rimbalzo”. 

Una causa dell’inaspettato balzo di accessi ptrebbe essere anche la ritrovata sicurezza dell’ingresso in ospedale frenato dall’emergenza covid. “I cittadini si sentono sicuramente più liberi di venire in ospedale, sono scomparsi quei timori che avevano marcato i mesi dell’epidemia. Ovviamente è necessario seguire tutti con la massima cura e attenzione in ogni richiesta, ma con questi numeri diventa più complesso.E’ fondamentale – prosegue Landini – rafforzare la medicina sul territorio, la sanità intermedia tra cittadino e ospedale, al fine di rispondere efficacemente a tutte le esigenze. Il pronto soccorso non può non può essere l’unica o quasi risposta nei momenti di necessità. La conseguenza altrimenti è una situazione di sovraffollamento e di disagio per coloro che arrivano. Il piano del Recovery sembra puntare proprio al rafforzamento dell’assistenza territoriale e questo è molto importante, sia per i residenti che per gli stessi ospedali”.

“La pandemia – conclude il presidente della Fondazione – ha dato una consapevolezza diversa su alcune questioni. Da un lato ha dimostrato il valore del fattore umano: la capacità di collaborazione straordinaria di cui sono capaci i nostri professionisti, anche tra specialistiche differenti. Dall’altro lato ha fatto crescere le competenze cliniche e la cultura sanitaria dei medici, impegnati ad affrontare malati gravi per un lungo periodo“.

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